#Micronarralo 140


​Scrivi un microracconto, di massimo 140 caratteri, che tratti del tema di oggi e inserisci: #Micronarralo nel tuo tweet! Aggiungi #scritturebrevi ovviamente!

Tema del #Micronarralo di oggi:

LA CASA SENZA SOFFITTO

Importante: creare una storia, non un aforisma.

https://scriverecreativo.net/regolemicronarralo

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12 pensieri su “#Micronarralo 140

  1. Ho trovato finalmente la casa dei nostri sogni: ha un giardino immenso con tanti di alberi alti, fiori profumati e di variopinti, pensa dalla camera da letto si possono vedere le stelle a ciel sereno! Ha un piccolo difetto: la casa non ha soffitto.

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  2. Da bambino al pomeriggio dopo la scuola mi piaceva andare in campagna a giocare. Con la mia fantasia riuscivo a trasformare tutto quello che mi trovavo davanti in un avventura emozionante. Cosi gli alberi diventavano il rifugio per scappare dalla realtà e le case abbandonate il confine tra il presente e il passato. Cosi entrando in quella casa ormai disabitata da molto tempo mi sembrava di valicare un confine. La natura aveva colto fra le sue braccia ciò che l’uomo aveva abbandonato. I rami dell’Alberi trapassavano da parte a parte la casa, quasi a volerla imprigionare per sempre, mentre l’edera la ricopriva quasi integralmente. Dal ramo più sporgente dell’albero feci un balzo e salii sul balcone diroccato, qualche pezzo di intonaco marcio cadde. Non cerano serramenti, o se c’erano. Erano ormai andati completamente mangiati dalle tarme. Entrai dentro, il solaio era quasi tutto rotto, e le travi che lo sorreggevano in legno a ogni passo ondeggiavano pericolosamente. Camminai in equilibrio sulle travi fino a meta della stanza, poi alzai gli occhi e vidi che il tetto non c’era più. Vedevo il celo e le fronde degli alberi che ondeggiavano per il vento. Poi li più in basso al piano terra qualcosa attirò la mia attenzione.

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  3. – Mamma, posso dormire con te stanotte?
    – certo piccolo mio. Vieni pure qui, accanto a me.
    – babbo non c’è stanotte?
    – no. Anche stanotte non ci sarà.
    – Mamma.
    – dimmi amore mio.
    – ma tu ti senti sola? Perché a volte io mi sento solo. Anche a scuola mi sento solo. Quando vedo il babbo di Mario che viene per riportarlo a casa mi arrabbio molto. E il babbo di Elisa addirittura viene a prenderla in compagnia del suo cagnolino marrone. Mamma… perché io devo tornare a casa da solo?
    – mamma deve lavorare nell’ora in cui esci da scuola. Mi dispiace…
    – sì, lo so… ci servono i soldi. Prima ce li dava babbo, ma ora lui non c’è. Mi compri le patatine domani? La mia compagnetta Luisa si porta sempre le patatine a scuola. Mi ha chiesto perché io non porto mai niente.Ma tanto a me non piacciono mica così tanto, le patatine… mi piace il pane che mi compri tu, mamma.
    – grazie tesoro.
    – Mamma.
    – dimmi figlio mio.
    – che costellazione è quella lassù?
    – quella è la costellazione di Orione.
    – mi racconti la sua storia, mamma?
    – va bene, ma copriti bene, tesoro. Lo sai che la notte scende tanto freddo in questa stanza… senza soffitto.

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  4. Era in ritardo per cena, immaginava i suoi infuriati. Mary prese così il suo ombrello magico e volò fin sopra casa, atterrando dritta in cucina. “Ci risiamo!” – esclamò sua madre.

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