#Micronarralo 168


Scrivi un microracconto, di massimo 140 caratteri, che tratti del tema di oggi e inserisci: #Micronarralo nel tuo tweet! Aggiungi #scritturebrevi ovviamente!

Tema del #Micronarralo di oggi:

UNA NOTTE DI SUDORE

Importante: creare una storia, non un aforisma.

https://scriverecreativo.net/regolemicronarralo

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5 pensieri su “#Micronarralo 168

  1. Guardo in alto, le stelle…poche…le nuvole appena caffellatte, e incrocio i tuoi occhi marroni che mi bramano come il primo giorno.
    Ho gli angoli della bocca che si contendono la vittoria nella gara “facciamo a chi arriva prima all’orecchio”…
    …adesso vado, sì vado a spogliarmi delle in differenze e le raggruppo puntigliosamente in raccolte differenziate, proprio come la ‘mmonnezza; i rifiuti emotivi bisogna saperli reciclare con cura perché di solito il secco fa ammalare…
    Mi allungo raggomitolata in abbracci caldi che, so già, mi faranno scalare una montagna sudando di piacere…notte!
    Veramente notte, buio di ciglia che si cigliano e bocche che si mangiano, e sogni che, dopo un sonno appiccicoso di corpi, si preoccupano di rassicurati :” tranquilla, ci pensiamo noi”.
    Così sognero’ di cadere…e nel sussulto tornerò alla realtà.

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  2. Cosa c’è di peggio di una notte calda e afosa senza un refolo d’aria, con migliaia di gocce di sudore che rotolano lungo il tuo corpo lasciandoti la sensazione di essere appiccicaticcio e puzzolente?
    Semplice: un giorno caldo e afoso senza un refolo d’aria…

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  3. Questa notte fa talmente caldo che l’aria che entra dalla finestra e’ rovente. Dormire e’ impossibile, le lenzuola sono intrise di sudore e si attaccano alla mia pelle come un foglio di cellofan. Dal comodino la sveglia segna le quattro, ma non ho chiuso occhio. Domani mattina sarò stanchissimo e sicuramente mi addormenterò al lavoro. L’unica cosa da fare a questo punto e farsi una doccia fredda. ” ha che bello” l’acqua fredda sulla mia pelle quasi evapora. Ora mi sento veramente bene, ma di tornare a letto non se ne parla. Il ricordo delle lenzuola fradice di sudore e’ ancora presente. Dormirò qui sull’amaca in giardino, guardando le stelle…

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  4. Logan ansimò, strinse gli occhi con forza, il sudore gli scivolava lungo il viso già madido, lo stesso che gli scivolava lungo la schiena; il suo battito cardiaco era accelerato, teneva le labbra strette e il suo corpo si era avviluppato nel lenzuolo umido.
    Il ronzio delle zanzare risuonava nella stanza, l’uomo raggiunse il cuscino con una gomitata facendolo cadere a terra, tra le lattine di birra abbandonate.
    La luce della luna a spicchio filtrava dalla finestra, illuminando di luce argentea la penombra della stanza.
    Logan mugolò nel sonno e farfugliò dei nomi, delle gocce di sudore gli si erano impigliate nella barba incolta.
    [104].

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