Miniesercizio 18 – Raccomandazioni


Forse non tutti hanno notato il bambino dietro questo musicista. La madre gli sta facendo delle raccomadazioni. Immaginate una storia di 100 parole che comprenda un dialogo di due battute. Avete a disposizione:
– Questa foto
– Madre e figlio
– Una raccomandazione miniesercizio 18
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8 pensieri su “Miniesercizio 18 – Raccomandazioni

  1. ecco la mia storia

    La musica si diffondeva lenta per la strada, lasciando indifferenti i passanti. Lui pareva non essere preoccupato e continuava a girare la manovella.
    Ilaria si era fermata non per ascoltare il musicista di strada ma per sgridare Sveva.
    “Vedi” disse la madre “che ti sei sporcata la tuta?”
    La ragazzina abbassò lo sguardo e controllò il petto. Non vide nulla. Ma sì qualche spruzzo di cioccolato. Roba da niente e alzò le spalle.
    Ilaria prese un fazzoletto di carta e avvolse la barretta, prima di porgerla alla figlia.
    “Fa attenzione! Non farlo gocciolare di nuovo!”
    Sveva la guardò e sorrise.

    Pubblicato sul mio blog http://wp.me/pNMKv-Kb

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  2. Nell’aria frizzantina di tarda primavera il suonatore ambulante aveva predisposto il suo banchetto. Pappagallo, organetto e scimmietta di stoffa lo avrebbero aiutato a guadagnare qualche spicciolo anche quel giorno.
    Iniziò a girare la leva e la musica si diffuse nell’aria, gradevole come l’odore del biscotto fresco di forno e ripieno di marmellata, che una giovane mamma, porgeva al suo bambino dicendogli:
    – Mangia e poi potrai andare a guardare la scimmietta.
    Il bimbo rispose:
    – Non lo voglio!
    Un sorriso malinconico attraversò il volto dell’ambulante.
    Non gli sarebbe dispiaciuto avere lui quel biscotto anche per dividerlo con il suo pappagallo.

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  3. “Aspetta un attimo, è l’ultimo boccone!” gli disse la mamma.Carlo fremeva, a due passi da lui quel signore girava la manovella, era un carillon gigante che suonava, ma la cosa più sorprendente era il pappagallo che cantava.Carlo scalpitava, ingoiò l’ultima fetta di mela , prima di scappare via Giulia si raccomandò di ascoltare in silenzio e di lasciare le monetine

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  4. «Forza, soffiati il naso. Sei tutto raffreddato. Andiamo a casa.»
    «No, non possiamo andare via, devo andare da lui.»
    «Da chi devi andare?»
    «Dal signore dell’organetto. Devo chiedergli una cosa.»
    «Cosa devi chiedergli?»
    «Voglio sapere dove ha comperato il suo organetto. Devo scriverlo nella lettera a Babbo Natale.»
    «Perché devi scriverlo a Babbo Natale?»
    «Perché magari lui non sa dove trovarlo. Lo vorrei come regalo a Natale.»
    «E cosa te ne fai di un organetto?»
    «Mamma, ma non hai capito? Lo voglio suonare anch’io qui per strada. Due canzoni di Natale le so già, me le ha insegnate la maestra.»

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  5. Ci provo anche io, che sono capitata qui per caso:

    “Mamma, ho il naso che mi gocciola”. Non aveva trovato altre scuse la piccola per fermarsi un attimo ad ascoltare quelle note allegre provenire dalla strada. “Sai che andiamo di fretta, soffia qui o perdiamo il bus”, rispose la mamma senza neanche sentire la musica in sottofondo.

    I passanti passano, la mia musica arriva. La musica accompagna il passaggio dei passanti, ma chi fa compagnia a Geppetto e il suo organetto? Loreto il pappagallo canterino e Smorfia la scimmia sfiziosa.

    Queste note sono per te, bambina furba e allegra. Non sono importanti i bus che perdi ma cosa ti trattiene.

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