Miniesercizio 20 – Cerchi


Questa anziana signora sta disegnando dei cerchi con un gesso alla fermata del tram. Nessuno conosce il motivo. Nessuno ne capisce il senso. Ma la sua espressione è soddisfatta e felice. Inventate una storia di 100 parole avendo a disposizione:
– Tre cerchi
– Una signora anziana
– Questa foto
Miniesercizio 20
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7 pensieri su “Miniesercizio 20 – Cerchi

  1. China sul marciapiede teneva un gessetto in mano.
    E disegnava. Cerchi quasi perfetti, nonostante il tremore della mano.
    Non si preoccupava del traffico che scorreva alle sue spalle né dell’affanno che le procurava la posizione.
    Era felice.
    Disegnando quei cerchi si ricordava di quando era giovane. Era stata sempre capace di disegnarli senza compasso.
    Lei. Una delle prime donne architetto.
    La vecchiaia e il tremore non le permettevano più di lavorare.
    Ma teneva esercitata la mente e la mano piegandosi sul marciapiede. Ed era felice.
    Felice per ciò che era stata e fiduciosa che ci sarebbe stata ancora a lungo.

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  2. “si si guardami, ti chiederai che sto facendo,starai pensando che sono bizzarra, forse pazza! ti meravigli del cappello che non cade, di quanto tempo riesco a stare piegata, quei tre cerchi proprio non capisci cosa siano,se aspetti qualcosa capirai”
    questo pensava Gilda mentre disegnava e sentiva le auto che la sfioravano,aveva scelto quel posto per sfruttare lo spessore del marciapiede, era tanto che non lo faceva più, adorava disegnare tondi sull’asfalto, avrebbe provato a disegnare il tondo Balla, Birot e Glamer, erano abbastanza semplici, i gessetti colorati li aveva in tasca

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  3. eccomi pronto e via

    “Uno, due e tre”. Con mano ferma Alexandra cerca di emulare Giotto. Si mette ritta e osserva i tre cerchi. “Perfetti?” Ride di gusto Alexandra. “Proprio per nulla!”
    Un passante si ferma e li guarda. Solleva lo sguardo e vede questa signora non più giovanissima dai capelli grigi che spuntano da sotto un cappello di paglia, che un tempo era bianco.
    “Cosa sono?” chiede curioso.
    “Non vede?”
    “Sì. Ma…” farfuglia quasi intimorito il passante.
    “Ma cosa?” replica Alexandra mostrando dei denti gialli tra le labbra.
    “Certo che vedo tre cerchi disegnati col gesso” borbotta incerto.
    “Ma è la felicità terrena!”

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  4. Appena arrivata alla fermata del bus, Tecla vide una scatola di gessetti, caduti a chissà chi, appena sotto marciapiede.
    La memoria ritornò a quando era ragazzina e si divertiva a disegnare alla lavagna durante l’intervallo dalle lezioni.
    Non seppe resistere. Raccolse un gessetto e, per nulla preoccupata dei passanti né del gruppo di persone in attesa alla fermata, iniziò col disegnare tre cerchi.
    Il signore di mezza età con la borsa della spesa in mano le chiese:
    – Cosa sta disegnando?
    – Appena avrò finito ve ne accorgerete – disse alzando lo sguardo.
    Nei suoi occhi brillava la felicità di una bambina.

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  5. Negli ultimi tempi mi è capitato di vedere strani cerchi disegnati in posti diversi dalla città. Al principio non ci facevo molto caso, poi un giorno per caso vidi una signora molto anziana china sul marciapiede della fermata dl bus, disegnare dei cerchi in sedie di tre, con dei gessetti. Incuriosito mi avvicinai per capire il motivo di quella strana attività. Quando le fui vicino mi resi conto che la vecchietta era talmente persa dal disegnare per terra che non si rendeva conto di chi le stava difronte. Il suo sguardo a sente e l’ossessivo ripassare sul cerchio appena fatto, mi impressiono’ molto. Feci finta di nulla e mi diressi verso un angolo di una casa li vicino per continuare a spiare quello che la vecchia faceva senza essere visto. Dopo circa un quarto d’ora, vidi che l’anziana signora quasi riprendendo si dal trans in qui sembrava calata si diresse verso un vecchio condominio abbandonato. La seguii senza farmi vedere. Lei entrò guardandosi circospetta intorno. Appena fu dentro mi avvicinai piano piano. Salii sulla scala di ferro esterna a tirato da una strana luce fosforescente che Proveniva dal demonio piano e con cautela sbirciai dalla finestra mezza offuscata. Quello che vidi fu veramente aghiacciante. Mi ritirai immediatamente. Scesi le scale a rotta di collo e mi allontanai velocemente del fabbricato. Avrei voluto andare dalla polizia per dire quello che avevo visto, ma desistere perché mi avrebbero preso per matto.decisi quindi di non rivelare a nessuno la mia scoperta. Ma a qualcuno devo pur dirlo.. lo dirò a voi che mi avete seguito fino ad ora. In quella stanza lassù al secondo piano di quel condominio abbandonato vidi la vecchia trasformarsi in un alieno. Qualcosa di assolutamente indescrivibile. Loro sono qui…

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