Miniesercizio 21 – Via da tutti


Improvvisamente capita di voler stare solo con una persona, senza curarsi minimamente del resto del mondo. In questo caso, questa coppia è riuscita a prendersi la propria libertà dal caos della folla. Su un muretto. Inventate una storia di 100 parole, con protagonista il ragazzo della foto, avendo a disposizione:
– una coppia
– una folla
– questa foto
miniesercizio 21
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6 pensieri su “Miniesercizio 21 – Via da tutti

  1. Erano nella città dell’amore…Parigi!Andrea prese Anna per mano e la condusse via dalla folla sul muretto del lungo-Senna.Si sedettero lá e restarono in silenzio.
    I loro occhi parlavano.
    Le voci della folla a Place de la Concorde erano sempre più lontane,indistinte.Esstevano solo loro,il mondo ne era fuori.

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  2. eccomi pronto alla nuova sfida

    L’oratore si sbracciava a parlare sotto il sole a quaranta gradi. Qualcuno usava il giornale per arieggiare il viso, altri cercavano un riparo improbabile dall’ombra della statua.
    Andrea prese per mano Elisa. “Vieni” e la condusse sul muretto dove giungeva un’eco lontana di quella voce fastidiosa.
    Lei lo guardò con gli occhi innamorati, tenendogli la mano. Di quello che diceva quell’uomo non gliene fregava niente. Arrivata con alcuni conoscenti, per fortuna aveva trovato Andrea che stava passeggiando nel parco. Senza di lui sarebbe bollita sotto il sole ma adesso il suo sole era Andrea.
    Le loro gambe si muovevano allegre.

    La potete trovare anche sul mio blog
    http://wp.me/pNMKv-Kq

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  3. “Amo’ dai, dammi quello al cioccolato, ho preso pure quello vuoto per te, qui stiamo bene , se si spostano li vediamo” Finalmente erano soli.
    Arnaldo s’era fatto convincere da Rosa, ma i viaggi organizzati proprio li detestava, non gli piaceva girare come pecore di corsa, con perdita d’attenzione progressiva. Sognava invece di partire e lasciar fare al caso, la prossima volta l’avrebbe convinta a Rosa, pensava di portarla in Finlandia, ne avevano parlato e Rosa si stava affezionando all’idea. Avrebbero messo da parte i soldi e quello si che sarebbe stato un gran bel viaggio.

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  4. A noi due non interessa dove andiamo, ci basta stare insieme. Camminare mano nella mano, per la città, incuranti delle persone che la affollano. Parlando della nostra vita arriveremo in Cina senza accorgecene. Quel giorno era stato naturale bella giornata e la i turisti arrivavano copiosi a visitare quei luoghi che per noi erano famigliari. Avevamo camminato sotto il sole, per le vie della nostra città come due turisti, mano nella mano senza nessuna fatica, contenti del solo fatto di essere insieme. Poi ci siamo concessi quella sosta proprio davanti a quel monumento che ogni giorno vedevamo. C’era tanta gente quel giorno e questo ci piaceva, ci sentivamo soli in.mezzo al gente. “Aprofittiamo per mangiare qualcosa?” “si dai ho veramente fame ” mi rispondeva Nicoletta porge nomi il pane fresco appena comprato nel supermercato appena fuori dal centro. Durante le nostre gite fuori porta noi ci eravamo equipaggiati proprio per bene. Scesi lo zaino dalle spalle per prendere il coltello serramanico che sarebbe servito per tagliare il pane. ” ecco fatto adesso passami una salviette che ti metto il panino. Ha il nostro panino mangiato li dove capitava, guardandoci intorno era proprio una bella soddisfazione. Noi due siamo proprio una bella coppia. Ci piacciono anche le stesse cose. Io non potrei mai vivere senza di lei. L’amo troppo. Il celo era sereno e l’aria profumata di fiori dell’estate. Io la guardai mentre a dentata il suo panino e decisi in quell’istante che la mia vita era perfetta. ” non muoverti” -” cosa fai? Non farmi foto lo sai che vengo male” ma la foto io l’avevo già scattata, era la foto più bella che potessi fare, perché immortali il momento perfetto, un momento senza tempo che mi avrebbe ricordato quei sentimenti sereni e d’amore. ” ok tranquilla sei venuta bene” -“non ci credo fammi vedere sarò un mostro”….

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  5. «Senti cara, vorrei chiederti una cosa»
    «Dimmi ti ascolto»
    «Magari è una mia fissazione e a te non importa saperlo, ma…»
    «Certo che mi importa, tutto quello che dici mi importa.»
    «Grazie, tesoro. Ho questo pensiero fisso da un po’ di tempo e vorrei sapere cosa ne pensi tu.»
    «Parla, coraggio! Non tenermi sulle spine»
    «Però devi rispondermi sinceramente. Pensaci un po’ su e poi dimmi cosa pensi realmente»
    «Non ti preoccupare, caro. Sarò sincera.»
    «Non riesco a capire perché questa colonna davanti a noi sia così storta. Forse il peso della croce alla sommità? Oppure un cedimento del terreno?»

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