#GiochiDiScrittura/ 219 #Micronarralo e… il ritorno del #Lipoacrostico


Scrivi un microracconto, di massimo 140 caratteri, che tratti del tema di oggi e inserisci: #Micronarralo nel tuo tweet! Aggiungi #scritturebrevi ovviamente!
Tema del #Micronarralo di oggi:

IL GELATAIO BASSO

Importante: creare una storia, non un aforisma.

Scrivi un microracconto di massimo 140 caratteri che tratti del tema di oggi e inserisci: #Micronarralo nel tuo tweet!
Aggiungi #scritturebrevi

#Lipoacrostico/A

SPIRITO

Fai l`acrostico della parola data, ma evita la lettera vietata! (Nel menù trovi le regole.)

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5 pensieri su “#GiochiDiScrittura/ 219 #Micronarralo e… il ritorno del #Lipoacrostico

  1. #micronarralo #scritturebrevi
    Il gelataio era così basso che si confondeva con i bambini. Nella gelateria si formavano file lunghissime di bambini che aspettavano il gelataio (adulto)

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  2. Su
    Per
    Il
    Rio
    Impetuoso
    Troneggiano le
    Onde
    #Lipoacrostico/A

    IL GELATAIO BASSO
    Era di legno massiccio, scuro, leggermente consumato lungo i bordi e gli spigoli. Un piccolo sgabello troneggiava in un angolo buio, dietro il bancone dei gelati.
    Il proprietario era un tipetto simpatico, bocca larga e grossi denti bianchi pronti ad accogliere i bambini e le loro mamme.
    Non lo dava a vedere, ma dietro al bancone, con grande maestria, allungava le braccia velocemente verso il piccolo sgabello e lo fissava sotto i suoi piedi. Pensava in questo modo di non dare ad intendere che in realtà fosse molto basso.
    Ed infatti riusciva bene nell’intento. Noi bambini pensavamo fosse un gigante.
    Rimasi di pietra quando, qualche tempo dopo, lo rividi invecchiato, sempre nella sua botteguccia dei gelati.
    Fissava il vuoto aspettando le grida festose di bambini immaginari. Tutto era rimasto come allora, anche lo sgabello. Era, però, fermo nell’angolo di sempre, in compagnia di quattro ragnatele e adagiato su soffici cuscini di polvere, anch’esso vittima di quella strana malinconia, mista a dolcezza, tipica del tempo che fu.

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  3. Gran bella cosa per Lumiere, il gelataio di Place de la Concorde, essere basso.
    «Se puoi guardare i bambini direttamente negli occhi, sai bene quale gelato offrire loro!» diceva sempre.
    «A questa bimba dagli occhi verdi come smeraldi darò un gelato al pistacchio.»
    «Oggi hai un po’ di mal di gola? Ti darò un gelato alla fragola»
    «A questo bimbo tutto scarmigliato darò un gelato al cioccolato. A questo bimbo dolce come il miele un bel gelato alle creme.»
    «E a me? E a me che gelato darai?» chiedevano a gran voce tutti i bimbi di Parigi.

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