Miniesercizio extra – Traffico


Nel delirio del traffico della città, proviamo a focalizzarci sui dettagli. Scegliete una di queste macchine nella foto e scrivete un dialogo di cinque battute tra l’autista e il/i passeggero/i.Miniesercizio extra 25

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10 pensieri su “Miniesercizio extra – Traffico

  1. “sa che le dico? sono stanca, veramente stanca e se penso a quello che mi aspetta, ancora di più ”
    “allora ne approfitti e si riposi, ne passerà di tempo prima di uscire dalla tangenziale”
    “lo sto facendo! e per fortuna questa musica mi piace molto, deve sapere che la musica mi aiuta sempre”
    “Le piace Johnny Cash?”
    “Molto, lo sa perché vestiva sempre di nero? un po’ perché gli piaceva e un po’ per i poveri,per gli oppressi”
    E rimasero in silenzio ad ascoltare fino a fine corsa.

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  2. “Hai visto la coda nell’altro senso? Fuori di testa, ma chi glielo fa fare?”
    “Purtroppo non siamo tutti così fortunati da lavorare vicino a casa.”
    “No, ma su questo non discuto. Solo che boh, non ce la farei, ecco. Tutto questo tempo, tempo che non torna indietro. Si sta in coda per tutto. Coda al supermercato, coda alle poste, coda per andare a lavorare, per raggiungere il luogo delle vacanze. Una volta per uscire da San Siro dopo un concerto sono stata in coda quasi un’ora! Ci perdiamo un sacco di cose, mentre siamo in coda.”
    “Ma dove trovi tempo ed energia per questi pensieri?”
    “Mentre vado al lavoro in treno.”

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  3. Il sole bruciava l’orizzonte. Katy era seduta da più di un’ora sul sedile di quel taxi, guardava nervosamente l’orologio.
    “Può abbassare l’aria condizionata per favore?”.
    Il tassista lentamente girò la manopola.
    “Oggi c’è molto traffico, non arriverà in tempo”.
    Katy sbuffò e si voltò verso il finestrino.
    La luce del sole, attraversando il vetro, le procurava un piacevole tepore che le accarezzava il viso. Chiuse gli occhi per un attimo.
    “Vuole che apra il finestrino?” chiese il tassista.
    “No, scendo qui” rispose riaprendo gli occhi.
    “Come? È forse impazzita?”
    Sfilò in un secondo la sicura della portiera, aprì. Un fresco alito di vento le scompigliò i capelli. Incrociò le braccia sul tettuccio della macchina. I suoi occhi brillavano di un verde smagliante. Rimase così, sospesa nel suo magico infinito.

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  4. ecco la ministoria
    Nel delirio del traffico del venerdì sera una Volvo blu è ferma, incastrata tra due colonne di auto. Il display dell’autostrada segna “Code per 5Km verso il mare”.
    «Alberto, facciamo l’inversione di marcia. Soffro di claustrofobia» suggerisce Fiorenza che si fa vento con un ventilatore da borsetta.
    «Avrai voglia di scherzare?»
    «No. Parlo su serio. Altrimenti scendo».
    Il ronzio della ventola di raffreddamento urla inviperita, mentre Alberto e Fiorenza tacciono.
    «Alberto non riesco a stare chiusa qui dentro» annaspa con le parole Fiorenza quasi cianotica.
    «Te l’avevo detto che era una pazzia partire a quest’ora» risponde rabbioso Alberto, ingranando la marcia per fare venti metri.

    ed ecco il link del mio blog http://wp.me/pNMKv-KV dove potete leggerla

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    • Continuo la storia di newwhitebear che ringrazio per avermi introdotto a questo esercizio.

      Fiorenza:”Allora che fai? La fai questa inversione oppure prendo la borsa e scendo?”
      Alberto: “E il cane che fai, me lo lasci?”
      Fiorenza guarda Alberto tra l’interrogativo e il furioso, resta in silenzio per dieci lunghissimi secondi, non sa se uscire sbattendo la portiera e mandarlo a farsi fottere oppure rimodulare la domanda e dargli un’altra possibilità. Il cane seduto sul sedile di dietro china di lato la testa con un’espressione “ma volete scherzare? Vuoi vedere che è tutta colpa mia?!?”
      Sul viso di Alberto appare una mezzaluna di sorriso, guarda negli occhi Fiorenza, le appoggia la mano sulla coscia sinistra che mostra la sua affusolata nudità oltre il tessuto del fresco vestitino estivo. Le sta da Dio.
      Alberto:“Cara…Fiorenza non ti preoccupare, ti porto fuori da questo delirio di traffico e si fottano tutti quanti e le loro partenze “intelligenti!”
      Fiorenza rimane imbambolata, ma sente che si può fidare. Tira un sospiro di sollievo, ricambia il sorriso e attende la prossima mossa del compagno di una vita.
      Alberto si attacca al clacson, abbassa il finestrino, tira fuori un fazzoletto dalla tasca e inizia a sventolarlo all’esterno.
      Le automobili iniziano a farsi di lato, non senza difficoltà il muro di lamiere, carne e portiere si spalanca davanti l’auto di Alberto e Fiorenza come il Mar Rosso davanti a Mosè e il popolo eletto.
      L’auto percorre qualche centinaia di metri, imbocca la rampa dello svincolo e scompare, lancinando con il suo clacson la calda aria della striscia asfaltata.
      Fiorenza:”Alberto, ma se ci avesse fermato la Polizia?”
      Alberto:”Avrei detto che il cane si sentiva male…”

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  5. «Cos’è quel sorriso?»
    «Non sto sorridendo.»
    «Si che stai sorridendo. Siamo bloccati in coda da un’ora, ne avremo per almeno un’altra di ora e tu hai un sorriso beato stampato in faccia.»
    «Cosa dovrei fare, mettermi a piangere? Sopporto pazientemente, prima o poi passerà.»
    «Dilla giusta, tesoro mio. Stai pensando che questo traffico è provvidenziale, più che provvidenziale, perché ogni ora in più che passerai in macchina sarà un un’ora in meno che passerai con mia madre nonché tua suocera.»
    Touché

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  6. – perché suona e lampeggia? Non vede che c’è traffico?
    – avrà in macchina qualcuno che si sente male.
    – macché. Avrà chiamato a casa e avrà detto di buttare la pasta.
    – a proposito, mamma. Che si mangia stasera?
    – come? Tuo padre non ti ha fatto mangiare?

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  7. “La vuole una sigaretta?”
    “Grazie, ma ho smesso di fumare.”
    “Da quanto tempo non fuma più? ”
    “Più o meno da cinquantasette giorni, tre ore e venti minuti.”
    “La prenda, qui c’è da aspettare tanto, ancora. “

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