Miniesercizio 26 – Niente paura


A volte non puoi scappare, devi affrontare le tue paure che tante volte sono le sfide più belle.
Inventate una storia di 100 parole avendo a disposizione:
– La musica “Stay in memory – Yiruma”
– Il colore rosso
– La seguente foto
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5 pensieri su “Miniesercizio 26 – Niente paura

  1. A bordo campo con indosso la divisa della squadra, cambiata all’ultimo istante, per colpa di uno stupido magazziniere che aveva sbagliato scomparto, aspettava di entrare in campo.
    Non era la prima volta ma stavolta aveva paura.
    Neppure la musica che, assordante, risuonava dagli altoparlanti gli dava coraggio.
    Era anche la prima volta che la sentiva; e non gli piaceva.
    Era “Stay in memory”. Mentre le squadre salivano verso il campo pensò che sarebbe rimasta nella memoria di tutti la figuraccia che avrebbe fatto. Aveva paura.
    Era daltonico e vedeva il rosso delle maglie azzurro, come il colore degli avversari.

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  2. L’attimo primo della gara lo colse nella sua angoscia. La paura lo tratteneva come una morsa, nello stesso tempo gli occhi iniettati del rosso del suo sangue liberavano scintille di rabbia, i suoi muscoli erano tesi come una freccia pronta per essere scoccata.
    Infilò nelle orecchie gli auricolari e le note di Stay in memory lo catapultarono in un attimo di quiete. Riacquistò lucidità, il cuore cominciò a rallentare. La paura cominciò a sciogliersi lasciando spazio alla determinazione. L’obiettivo fu subito chiaro nella sua mente. Guardò fisso l’avversario negli occhi, lasciò gli auricolari e salì sul ring tra gli applausi degli spettatori.

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  3. Lorenza guardava fuori. Nelle orecchie risuonava la musica di Yiruma. L’avvolgeva senza calmarla. Il treno l’avrebbe portata al primo appuntamento con se stessa. Doveva esibirsi in pubblico. ‘Supererò la paura uscendo dalle quinte?’ pensò e guardò nel vetro che rimandava la sua immagine. Le labbra rosse, i capelli rosso fuoco smorzati da colpi di sole. Doveva farcela. Non poteva deludere chi aveva creduto in lei. Il treno rallentò. Era arrivata. Inspirò aria e scese ma la paura come il cuore batteva forte. Indossò il vestito rosso e si sedette al pianoforte. L’applauso la sbloccò.

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