#Disestoria – 11


Ecco il tema per la #Disestoria di oggi.

Ogni giorno pubblichiamo un disegno, stilizzato o minimale, e da quel disegno dovete farvi ispirare per una STORIA.

Non mettiamo limiti di nessun tipo. Se volete giocare su Twitter avrete sicuramente da risolvere il problema dei 140 caratteri, ma sappiamo che ne siete più che capaci, qui e su Facebook invece non avete limiti. Potete anche scrivere a mano e fare la foto, insomma come al solito non restate imprigionati nella vostra mente e mettetevi alla prova!

Ecco il disegno:

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Buon divertimento!

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Un pensiero su “#Disestoria – 11

  1. Angela è una ragazza di trent’anni né bella, né brutta. Una donna matura che sa come destreggiarsi nel mare della vita.
    Sta camminando di fretta, come fa tutte le mattine da dieci anni per andare a lavorare. Fa la commessa in un negozio del centro e ha l’incombenza di tirare su la saracinesca. Alle nove in punto, né un minuto prima né dopo deve aprire. Il padrone arriverà con comodo ma lei no.
    Anche nella giornata odierna deve correre per non arrivare in ritardo. Si è alzata alle sei per preparare il pranzo per lei e Alice, la figlia. La colazione per la figlia. Lei non ha tempo di stare seduta prima che la scuola bus la prelevi per portarla alla scuola media.
    Alice è nata per caso. Si dice così quando ci sono degli incidenti di percorso. Matteo, il padre, ha preferito scappare, quando ha saputo che Angela era incinta. Aveva solo diciotto anni e andava ancora a scuola, quando è capitato, e l’ha finita col pancione.
    Caparbiamente l’ha cresciuta da sola, sfidando gli sguardi delle persone e i loro pensieri maligni, guadagnandosi l’ammirazione di chi sta intorno a lei. I primi momenti sono stati difficili ma poi ha trovato il suo ritmo, incastrando tempi e azioni secondo degli schemi che richiedono precisione.
    Salutata Alice sul bus, poteva dedicare mezz’ora alla sua persona, prima di uscire di casa.
    Anche questa mattina non è trascorsa diversa da quella dei giorni precedenti. Un caffè al volo, due biscotti. Un leggero trucco per coprire le prime rughe, due colpi di spazzola per dare una parvenza di ordine ai capelli rossi e poi la vestizione per iniziare la giornata lavorativa.
    Sta andando di fretta verso il negozio, quando si ferma davanti a un cartellone.
    Un disegno su un campo bianco e nessuna didascalia.
    «Un cilindro insanguinato?» pensa, chiedendosi il senso. «Oppure un rotolo di carta igienica?»
    Come lei altre persone osservano quel manifesto, borbottando qualcosa.
    «Questi pubblicitari» dice una donna perplessa davanti a quell’immagine.
    Un uomo non è d’accordo, perché sostiene che li vogliono sbeffeggiare.
    «Uno spreco di carta» borbotta un anziano signore dai capelli bianchi.
    «Sarà la provocazione di quel…» esclama una casalinga dall’aspetto trascurato, senza ricordare il nome del provocatore.
    Angela guarda l’orologio, accorgendosi di rischiare il ritardo nell’apertura del negozio. Si muove di corsa ma il pensiero è fisso su quel cartellone. Sembra una sfida alla capacità delle persone d’interpretare il senso del disegno. Col fiatone e leggermente sudata arriva davanti alla saracinesca alle nove in punto, infilando la chiave per sollevarla. Nella concitazione del momento si è dimenticata di disinserire l’allarme, che suona furioso.
    «Porca paletta!» esclama furiosa, mentre fa cessare il suono della sirena.
    Un’anziana signora la guarda con occhio di rimprovero senza che lei ci presti attenzione. Angela è troppo concentrata sul quell’immagine per curarsi degli altri.
    Chiusa la porta alle spalle, deposita la borsa nello stanzino e si prepara ad accogliere i primi clienti.
    “Barattolo o rotolo di carta igienica? Oppure?” sono le parole che rimbalzano nella testa, mentre sistema il giornale vicino alla cassa. Un’occhiata furtiva ai titoli di prima pagina e rimane folgorata.
    ‘Nuova provocazione dell’artista Mazzioli. Tappezzata la città di cartelloni pubblicitari dove campeggia solo un disegno sullo sfondo bianco. Cilindro d’autore oppure carta igienica? L’artista, contattato, afferma che ognuno vuol vedere quello gli interessa’.
    Angela esplode in una grassa risata.

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