#Disestoria – 14


Ecco il tema per la #Disestoria di oggi.

Ogni giorno pubblichiamo un disegno, stilizzato o minimale, e da quel disegno dovete farvi ispirare per una STORIA.

Non mettiamo limiti di nessun tipo. Se volete giocare su Twitter avrete sicuramente da risolvere il problema dei 140 caratteri, ma sappiamo che ne siete più che capaci, qui e su Facebook invece non avete limiti. Potete anche scrivere a mano e fare la foto, insomma come al solito non restate imprigionati nella vostra mente e mettetevi alla prova!

Ecco il disegno:

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Buon divertimento!

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Un pensiero su “#Disestoria – 14

  1. «E sì!» esclamò Rosalba, vedendo quel disegno su una rivista fai da te.
    «Cosa?» domandò Alfonso, drizzandosi eretto.
    Lei lo guardò di sbieco, perché come al solito il compagno poneva delle domande inutili. Non vedeva per caso due ponpon rossi e una specie di treccia, si chiese infastidita. E poi che ne sa lui di maglieria e altro.
    Rosalba ignorò la domanda e si immerse nella lettura. La stuzzicava l’idea di realizzare quel ponpon senza sapere come utilizzarlo.
    Alfonso la guardò in attesa di una risposta che non arrivava. Incerto se tornare alla lettura del quotidiano sportivo o indagare su quella sortita, di cui non aveva capito il senso. Poi capì che era vano aspettare e quindi riprese la lettura dell’articolo. Quando leggeva si isolava dal resto del mondo come se fosse prigioniero in una bolla impermeabile al suono.
    In sottofondo Alfonso la sentiva mugugnare. Perse il filo e dovette ricominciare dall’inizio. Si stava innervosendo e si preparò a traslocare nello studio, quando udì la sua voce.
    «Hai del cartoncino spesso due millimetri?»
    Alfonso alzò gli occhi dal giornale, osservandola sorpreso.
    «Perché dovrei avere del cartoncino da due millimetri?» disse puntando lo sguardo su di lei.
    «Mi serve di quello spessore» fece Rosalba con tono naturale.
    Alfonso era basito. Prima parla da sola, adesso esce con una richiesta strampalata, rifletté, cercando di dare un senso alla domanda.
    «Chi ti dice che abbia del cartoncino di due millimetri?»
    Rosalba diede segno d’insofferenza, sbuffando. Non le piaceva che a domanda non corrispondesse risposta. Aveva necessità di conoscere se in casa ci fosse di quel tipo di cartoncino e non rispondere a una sua domanda.
    «Hai o non l’hai?» domandò la donna con tono aspro.
    Alfonso alzò le spalle e si tuffò di nuovo nella lettura del quotidiano, che gli fu strappato con violenza qualche istante dopo.
    «Ti ho fatto una domanda ed esigo una risposta» sibillò Rosalba, appallottolando il giornale, che gettò per terra.
    Alfonso si alzò dal divano con lo sguardo di fuoco. Le labbra tremavano per la collera, che cresceva a dismisura. Non era sua intenzione litigare per un cartoncino ma se si comportava così era pronto a raccogliere la sfida. La fronteggiò tenendo le braccia lungo il corpo, anche se le mani prudevano.
    «Ti sei bevuto il cervello?» l’apostrofò con durezza. «Dove lo dovrei tenere questo cavolo di cartone?»
    Rosalba, esasperata per l’atteggiamento del compagno poco collaborativo, si alzò in punta di piedi e lo baciò per fare pace. Per un ponpon era assurdo litigare. L’avrebbe fatto domani dopo aver comprato quanto le serviva. “E sì, manca anche la lana” pensò, mentre l’abbracciava.

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