Miniesercizio – 34


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!

 

Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Una vendetta perduta
– Una palla da basket
– La foto seguente
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Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!
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2 pensieri su “Miniesercizio – 34

  1. Ehi dico a te! Sei sul mio campo appena seminato! Cosa diavolo fai lì con quel coso ingombrante?
    Duro nell’esprimersi, Ludovico lo era ancor più con chi considerava seccatori e quel deltaplanista (si chiamano così?) lo era.
    Mi scusi sa, non era mia intenzione crearle problemi, rispose il parà, Lungi da me il recarle danno!
    Danno un corno! togliti dal mio campo, proseguì Ludovico tirandogli addosso la palla da basket con cui soleva girovagare nei suoi terreni. Me ne vado, me ne vado, solo un attimo di pazienza, raccolgo il paracadute.
    Sbrigati idiota! Senta: adesso sta esagerando, un minimo d educazione diamine. Ludovico recuperò la palla, accovacciandosi a ridosso del telo, sporcandoglielo con il letame che aveva da poco steso sull erba. La sua vendetta stavolta non era perduta, Toh, perditempo da strapazzo! Girò i tacchi e se ne andò, incurante delle scuse che ancora il parà gli proferiva.

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  2. Luca si gettò da tremila piedi. Aveva fatto la scommessa che avrebbe centrato il cortile di Lucia. Si voleva vendicare di Umberto che gli aveva dato dello sbruffone. Sentì il vento frusciare sulle guance. Conto fino a dieci come gli avevano insegnato nel corso. Uno, due, … , nove e dieci. Tirò l’anello e udì chiaro il flop. Un sospiro. Era sempre il momento più duro e l’adrenalina saliva a mille. Poteva capitare un inciampo qualsiasi e sarebbe finito a terra come un sasso.
    Doveva manovrare le corde per centrare l’obiettivo che era un minuscolo puntino colorato sotto di lui.
    Di fianco alcuni ragazzi stavano giocando a basket. «Un bel gancio» disse Michele applaudendo Giovanni. Il pallone arancione, uno Spalding NBA, entrò con morbida traiettoria nella retina. Ciuf!
    «Ma che sta facendo quell’imbecille?” esclamò allarmato Giovanni, tenendo la sfera in mano. «Finisce qui!»
    I due ragazzi osservavano curiosi e intimoriti dalle mosse del paracadutista che si avvicinava sempre più al loro campetto.
    «Scappiamo» suggerì Michele avviandosi verso il casotto dove si spogliavano.
    Luca ansava e continuava a muovere le corde ma quel maledetto paracadute non aveva nessuna intenzione di andare dove voleva lui.
    «Vendetta mancata» ammise Luca a penzoloni sull’olmo.

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Commento:

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