Miniesercizio – 43


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Un dente cariato
– Un salmone
– La foto seguente
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Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!
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5 pensieri su “Miniesercizio – 43

  1. Il giovane mozzo Bjørn quel giorno era contento e soddisfatto perché a pranzo avrebbero mangiato il salmone appena pescato; unico cruccio quel dente cariato che da qualche giorno lo assillava con un dolore sordo, ma non si sarebbe perso quel pasto gustoso per nessun dente cariato al mondo. Stava per addentare il primo boccone quando il peschereccio fu scosso da un forte boato e cominciò a colare immediatamente a picco spaccato in due. Uscirono tutti allo scoperto cercando di salvarsi, ma si affondava velocemente. Mentre colavano a picco Bjørn pensò che l’acqua salata era un buon disinfettante per il suo dente cariato.

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  2. Il medico sembrava annoiato da tutte quelle visite, l’ennesima mandria di diciottenni ebeti al capezzale della visita per il servizio di leva.
    Non sapeva però che a breve avrebbe visitato anche me, diciott’anni si, ebete no, ma soprattutto non sapeva che io il militare non lo volevo fare.
    “guardi quest’immagine, la fissi attentamente e mi dica cosa vede” disse mettendomi d’innanzi uno stereogramma.
    “un salmone” risposi
    Cambiò immagine “e qui?”
    “una nave mezza demolita destinata ad affondare”
    Cambiò ancora immagine
    “un dente….sembrerebbe pure cariato”
    Dopo aver compilato un foglio me lo diede lanciandomi un’occhiata torva, salutai.
    “Presentarsi in data 12 dicembre presso l’ospedale psichiatrico militare in Via Majorana 42, Udine”

    Ero a metà strada.

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  3. Il dente cariato lo faceva impazzire! Lui, salmone verace, discendete della grande specie di salmoni canadesi, costretto ad ammettere di avere un imperfezione nella bocca: un dente cariato! L’idea stessa, oltre al dolore lo faceva impazzire. Senza pace nuotò sino alla foce del fiume San Lorenzo, trovandosi a rimirare un relitto di quella che un tempo era una nave cargo, della quale soltanto il ponte superiore ancora si intravvedeva fuori dall acqua ormai in piena baia del golfo di San Lorenzo. Fu lì che conobbe la femmina della sua vita, fra quei quei parapetti, quei corrimano, quelle sartie, quelle lamiere ormai patrimonio della natura… lì la vide, la conobbe e la fece sua, dimentico del suo dolore al dente, impalmò la sua femmina nuotando nella prora del relitto. La dinastia di salmoni canadese sarebbe continuata imperitura.

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  4. Non ispirava fiducia il barcone che ci doveva aiutare nella risalita del fiume verso il lago.
    Il capitano aveva un solo dente e cariato per giunta.
    Ciò nonostante partimmo.
    Incontrammo un branco di salmoni e fummo urtati da uno di loro.
    O forse fu un urto contro un banco di sabbia.
    Il battello si spezzò in tre parti. Era cariato come il dente del capitano.

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  5. Mats sentì una forte fitta che lo fece sobbalzare. Stava bevendo una birra quando partì un dolore acuto dal molare arrivando dritto al cervello. Si toccò con la lingua e avvertì un piccolo buco.
    «Porca puttana» imprecò, posando la bottiglia. «Anche un dente cariato doveva capitare oggi!»
    La sensazione non accennava a scemare, anzi cresceva.
    «Oggi non è giornata» ribadì Mats, alzandosi in piedi.
    Stamani era uscito nel fiordo di Moi Rana alla pesca del salmone selvaggio, come faceva tutti i giorni. Non tornava mai a mani vuote. Il pescato finiva al mercato.
    Mats era un pescatore più simile a un orso che a una persona. Ruvido e ispido come i suoi capelli si faceva una pinta di birra rossa ma era l’akevitt, l’aquavite, la sua bevanda preferita con aringa affumicata.
    Questa mattina uscito con la sua scialuppa si era spinto verso un’insenatura del fiordo incappando in un banco di nebbia. Senza preoccupazioni gettava la sua lenza nella caligine nebbiosa, quando avvertì una forte resistenza. Continuò a recuperarla quando si trovò dinnanzi al relitto del Nordisk, che affiorava nella nebbia.
    «Porca puttana!» bestemmiò lasciando la lenza al suo destino e tornando in porto senza un salmone sulla barca.

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