Miniesercizio – 44


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Una vespa
– Una spada
– La foto seguente
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Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!
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7 pensieri su “Miniesercizio – 44

  1. Il viaggio era stato già abbastanza lungo e tormentato ma la giovane contessina Flo – Florence, in realtà, per via di quel viaggio giovanile del conte padre nella bellissima città italiana – Flo, appunto, aveva voluto fare un viaggio in incognito per andare a trovare il promesso sposo, scortata solo da uno scudiero di palazzo, John. Si conoscevano fin da ragazzi e John curava personalmente il cavallo di Flo. Viaggiavano da diverse ore ed erano impolverati, per cui, alla vista di un torrente, Flo decise di fermarsi e fare un bagno. John faceva la guardia quando si accorse di una vespa pericolosamente vicina a Flo di cui conosceva la propensione a gonfiarsi per le punture di insetti; non sapeva come agire, aveva solo la spada e con quella si avventò contro l’insetto spaccandolo in due con la lama affilata … insieme alla testa della contessina Florence di Birmingham.

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  2. Doveva essere un lavoro come un altro, qualche fotografia, magari più di qualche, visto che il fotografo quel giorno era particolarmente esigente, ma niente di più.
    Il vestito rosso che le avevano fatto indossare era carino. Peccato averlo dovuto rovinare in quell’acqua niente affatto pulita! Comunque da quando faceva la modella aveva indossato tanti di quegli abiti “carini” che ormai non vi badava quasi più.
    A ben pensare non aveva neanche capito cosa doveva pubblicizzare la campagna pubblicitaria che stavano realizzando. Le avevano fatto tenere una spada per qualche scatto e poi gliel’avevano tolta, senza molte spiegazioni.
    Quando il fotografo le aveva chiesto di avvicinarsi un po’ di più all’albero per meglio evidenziare il contrasto di colori, non si era accorta del nido di vespe che si annidava tra i rami e un insetto l’aveva punta sul collo.
    «Non ti agitare» le aveva detto lui «non è successo niente di irreparabile. Copri il bozzo che si sta ingrossando con la mano e continuiamo.»
    A quel punto si rammaricò di non avere più a disposizione la spada che aveva avuto in mano fino a poco prima. Ne avrebbe saputo fare sicuramente buon uso.

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  3. Carlotta è un vero maschiaccio. Ama girare sulla vespa capelli al vento senza casco. Sfida in pedana Alberto, il campione provinciale di spada. Perde regolarmente ma non rinuncia a battersi.
    Carlotta è una ragazza formosa dai capelli rossi. È single. Qualche ragazzo ci ha provato ma è fuggito in fretta. Se cercava di baciarla, si prendeva una sberla che lasciava il segno delle dita sulla guancia. Se tentava di sfiorarla, correva un grosso rischio: perdere la vista. Graffiava come una gatta infuriata. Intorno a lei c’era il vuoto, Zero amiche, zero ragazzi.
    Il destino lavora in modo subdolo. Un martedì di luglio girava sulla sua vespa rossa, come i suoi capelli, fasciata da un tubino rosso, quando sulle strisce pedonali per poco non centra un pedone. Non una persona qualunque ma un marcantonio alto quasi due metri. Leonardo. Si sa che il diavolo fa le pentole ma dimentica i coperchi. Così Carlotta e Leonardo cominciano a frequentarsi.
    «Andiamo alla cascata?» propone la ragazza una domenica pomeriggio.
    Detto e fatto. Raggiunto il laghetto, una pozza d’acqua cristallina, sotto la cascatella, Carlotta si immerse sfidando il compagno a seguirla.
    Leonardo seduto sulla riva rideva vedendola intirizzita e bagnata.
    «No. Preferisco stare qui».

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  4. Elsa la rossa di rosso vestita era decisa. Tranquilla si diresse verso,il,fiume e vi entrò. Con l’acqua ormai sopra le ginocchia, volge lo sguardo verso,il punto da cui qualcuno la chiama. Qualcuno con in mano una lunga rosa rossa che agita a guisa di spada, Elsa fermati! ho lasciato la scherma, basta con la spada ora sei tu l’unica elsa che le mie mani accarezzeranno! Cosa in acqua e tutta vestita? Aspettami… Lasciami perdere, l’Elsa gridò, Vattene!
    In quell’istante una vespa uscì dai telai del fiore e, nella su fuga, incontrò l’occhio destro dell’uomo e vi lasciò il pungiglione. Il forte dolore gli fece perdere l’equilibrio e lo spadaccino cadde battendo il capo con violenza.
    Noooo, l’urlo di Elsa, Io non tu…Perché?
    Così morì lo schermidore senza più spada, a cui rimaneva solo l’Elsa

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