Miniesercizio – 44


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Un biscotto
– Una vecchia
– La foto seguente
 statue-2732143_1920
Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!
Annunci

3 pensieri su “Miniesercizio – 44

  1. La vecchia, ormai senza denti, seduta succhiava un biscotto ammorbidendolo con la saliva. E nel frattempo guardava l’uomo senza vestiti seduto su una pietra.
    – Ne vuoi? – gli chiese.
    Non avendo risposta si alzò scrollando le spalle dicendo:
    – Ah! se io avessi avuto settanta anni di meno, saresti corso per avere un po’ del biscotto inzuppato. E invece rimani lì, insensibile come una pietra!-

    Liked by 1 persona

  2. La vecchia – così la chiamavano i custodi – si era recata presto al cimitero, come, d’altronde, faceva da quando era morto il suo povero marito. Vi si recava, al cimitero, almeno una volta a settimana e passava, prima di tutto, davanti al cimitero monumentale perché le piacevano molto le tombe e le cappelle realizzate in modo artistico; anche al suo povero marito piacevano ed ammirava le statue poste sulle tombe o a guardia degli ingressi, ma non gli angeli piangenti o certe garguglie sugli stipiti, no, ammirava le statue che rappresentavano atleti stanchi ed aveva sempre detto di volerne una simile sulla sua tomba. La povera vecchia aveva fatto dei sacrifici per farla realizzare ed ora suo marito poteva riposare in pace. Dopo tanto sacrificio, però, era giusto che anche lei ne godesse, motivo per cui si portava sempre dietro una scatola di biscotti novellini e, seduta sulla panchina di fronte alla tomba, sgranocchiava un biscotto dopo l’altro ammirando il bel giovane di pietra.

    Mi piace

  3. La statua di bronzo stava nel giardino della villa di Camilla alla periferia di Ruga. L’aveva fusa uno scultore famoso di Bologna molti anni prima. Camilla l’aveva vista nella mostra che celebrava il decennale dell’attività.
    «La voglio» disse a Roberto, il suo compagno.
    «Ma veramente…» borbottò, perché a lui proprio non piaceva.
    «La voglio e basta. Chiedi il prezzo e paga» intimò decisa la donna.
    Così finì al centro del suo immenso giardino.
    La pioggia, la nebbia, ia neve avevano lasciato il loro marchio sul bronzo. Segni e striature.
    Camilla aveva ottant’anni ed era un’arzilla vecchietta dallo spirito battagliero e deciso.
    Una mattina di un marzo di un anno imprecisato si affacciò dalla finestra al primo piano per osservare il suo giardino. La nebbia si stava dissolvendo lasciando intravvedere piante e oggetti. La statua era confusa nella foschia, mentre il sole stentava ad aprirsi un varco.
    Camilla si girò, battendo le mani. La colazione tardava.
    Elsa arrivò trafelata col vassoio. Lo posò sul tavolino e rinculò per uscire.
    «Ma il biscotto al cioccolato dov’è?» chiese furiosa l’anziana signora.
    Elsa aprì la bocca e la richiuse.
    «Insomma che fine ha fatto?»
    «Signora, l’ha mangiato il gatto» rispose Elsa rossa in viso.

    Liked by 1 persona

Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...