Miniesercizio – 46 – La mappa


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Un carcerato
– Una professoressa di biologia
– Un gabbiano
– La foto seguente
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Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!
Invitate i vostri contatti su scriverecreativo.net!
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5 pensieri su “Miniesercizio – 46 – La mappa

  1. Una vecchia mappa mezza strappata, quattro spiccioli e una bussola starata. Era quanto gli era stato permesso di portare in cella.
    La sua condanna era senza fine.
    Un gabbiano ogni tanto si posava sullo stipite della finestra.
    E gli portava una lettera di quella che gli aveva cambiato la vita.
    Si era innamorato di lei, professoressa di biologia in pensione e lei gli aveva insegnato a sezionare il corpo di sua moglie.
    Però poi lo aveva denunciato.

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  2. Incarcerato per aver rubato dei libri alla sua professoressa di biologia, il giovane Nando stava scontando la pena inflittagli di tre mesi. Passava le sue giornate alla finestra, con le mani strette attorno alle sbarre.
    Un gabbiano si posò sul davanzale della finestra, dal suo becco cadde un oggetto, pareva una usurata vecchia medaglia. D’istinto Nando l’afferrò nel palmo, prima che cadesse nel vuoto.
    La guardò: era una antica moneta. Quel gabbiano tornò stavolta con un medaglione tra le zampe deponendolo sul davanzale, dal bordo lanceolato a guisa di sole, nel centro un teschio. Sempre più incuriosito Nando seguì con lo sguardo il gabbiano, lo vide posarsi su dei rifiuti all’interno del recinto dove una volta al giorno vi si recava per l’ora d’aria. Quando scese nel cortile andò là dove aveva visto atterrare l’uccello e con sorpresa vi trovò altre monte, una bussola ed una sgualcita, strappata mappa. Raccattò in fretta tutto quanto: aveva trovato il suo tesoro, ora sapeva come impegnare quei due mesi che ancora gli rimanevano da passare lì dentro, studiando e fantasticando sulla sua isola del tesoro; sul come mai quegli oggetti erano finiti, come lui, dentro un carcere.
    Lo avevano imprigionato ma ora la sua mente era libera di fantasticare.

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  3. Serena, piccola, dimessa e insignificante, insegnava biologia al liceo a una classe svogliata da prendere a schiaffi, a parte lui, Tarek. Un migrante dall’incerta nazionalità, finito in carcere per un furto di un pezzo di formaggio.
    Lui aveva negato di avere rubato ma non era stato creduto. Il giudice l’aveva condannato a due anni. Non potendoli scontare ai domiciliari, perché privo di dimora, si erano aperte le porte del carcere. Qui aveva sostenuto l’esame per essere ammesso alla quinta liceo, finendo nella sua classe. Alla mattina a scuola, il resto dietro le sbarre.
    Serena disperata per destarli dall’apatia propose una gita al mare. Sperava di fare una lezione a cielo aperto.
    Arrivati a Finale, Serena si fermò sulla spiaggia deserta di fronte a un mare grigio. Era novembre.
    «Vedete quel grosso uccello?» indicò con l’indice.
    Alle sue spalle sentì risolini di scherno, mentre lei proseguì. «È un gabbiano reale…».
    «Prof» mormorò Tarek, «guardi cosa è affiorato dalla riva».
    Serena osservò il cofanetto di pelle incrostato di alghe e conchiglie e lo aprì.
    «Oh!»
    Dentro trovò una vecchia carta dell’America, delle monete, una bussola e una strana medaglia.
    «Andiamo a caccia del tesoro del Corsaro Nero» affermò Tarek, strizzando l’occhio.

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