Miniesercizio – 49 – brace


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Una parola vuota
– Un panettiere allegro
– Una strada senza uscita
– La foto seguente
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Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!

Invitate i vostri contatti su scriverecreativo.net!

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4 pensieri su “Miniesercizio – 49 – brace

  1. “Al pane allegro” c’era scritto sull’insegna del panificio dove entrò e chiese al panettiere l’indicazione della strada più breve per arrivare alla sede del sui nuovo lavoro.
    Il panettiere gli rispose ridendo allegramente per cui capì il motivo del nome sull’insegna ma non capì nessuna delle parole che gli disse. Ma, poiché l’allegro panettiere aveva accompagnato il suo vuoto discorso con gesti esplicativi, si incamminò e girò a destra.
    Dopo un centinaio di metri si accorse che era una strada senza uscita. Disperato tornò indietro di corsa ma si trovò la strada sbarrata da un tappeto di brace ardente. Dall’altra parte il panettiere che ridendo gli indicava l’insegna dove sotto “Al pane allegro” c’era scritto…oggi pollo alla brace.

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  2. Quella maledetta strada senza uscita! Si sentiva braccato! Sirene in lontananza, uno sguardo attorno: una panetteria, la sola presenza viva. All’interno un panettiere canta allegro, mentre introduce del pane da cuocere in un forno di carboni ancora ardenti… sopra l’entrata del panificio la targa della via “vicolo del perdono”.
    Perdono parola vuota per lui, priva di significato. Lui che non aveva esitato a cacciare la sua donna perché lo avevano tradito, inveendo a tale punto che lei lo aveva denunciato,ed ora stava cercando di non farsi trovare da chi lo stava cercando.

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  3. Maddalena camminava sui carboni ardenti. Doveva correre per non ustionarsi i piedi. I suoi carboni erano le preoccupazioni che non davano tregua.
    Maddalena era una giovane donna con un bimbo piccolo e un compagno manesco, quando tornava dal bar più ubriaco che sobrio. Lei aveva pensato di andarsene da quella casa che pareva una prigione.
    “Ma è una parola vuota il pensiero di lasciarlo” si disse la mattina seguente dopo l’ennesima nottata passata con ghiaccio sulla guancia. Non avrebbe saputo dove andare. A casa dai suoi non era ipotizzabile, perché sarebbe stato peggio. “Un nuovo alloggio?” Era pura follia con lo stipendio di donna delle pulizie. Doveva sopportare in attesa dell’occasione che non arrivava mai.
    Portato il piccolo Jan all’asilo nido si recava nel condominio di via Porta per prendere servizio. Camminava svelta, quasi saltellando come se la strada fosse un tappeto di carboni ardenti, quando vide il panificio di Gino.
    Lui era un uomo allegro e solare con la battuta sempre pronta. Entrò salutandolo con un sorriso storto.
    «Sei caduta?» domando il panettiere con tono ironico.
    Maddalena arrossì per la vergogna. L’occhio destro era semichiuso e la guancia violacea. “Sì, sono proprio in un vicolo cieco” convenne. Aveva esaurito le scuse.

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