Miniesercizio – 53 – Tuffo


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Questo tipo di esercizio ha l’ambizione di sviluppare la fantasia dello scrittore attraverso un approccio visivo di tipo statico, appunto una fotografia.
L’aspetto di osservazione è fondamentale in quanto bisogna essere in grado di raccontare ciò che si vede a qualcuno che appunto non vede quel che guardate voi. E non è semplice farlo in modo originale e credibile.
Inoltre con i tre parametri definiti ogni volta diversi proponiamo una “confusione” mentale che può far scaturire una storia che non immaginavate neanche di poter pensare.
Per concludere il limite di parole, che vi obbliga a non dilungarvi in concetti relativamente inutili o ripetitivi e a concentrarvi su un buon contenuto.
Buon divertimento!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Una ruota bucata
– Cenerentola
– Un muratore tifoso dell’Atalanta
– La foto seguente
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Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!

Invitate i vostri contatti su scriverecreativo.net!

Facciamo come le compagnie telefoniche! Se un vostro amico si iscrive pubblichiamo un vostro svolgimento! 😉

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9 pensieri su “Miniesercizio – 53 – Tuffo

  1. Impolverato di cemento si apprestava a tuffarsi nell’enorme piscina che aveva appena terminato di riempire.
    O almeno così aveva sognato.
    Aveva sognato anche di essere il principe azzurro e di avere incontrato Cenerentola.
    La sveglia dello smartphone suonò implacabile illuminando l’immagine della piscina dei suoi sogni. Trovò una ruota bucata e si azzuffò con il suo vicino, tifoso della squadra avversaria, accusandolo di avergliela bucata per vendicarsi delle urla di gioia che aveva fatto la sera prima ad ogni gol della dea calcistica bergamasca.

    p.s. non mi piace tanto…

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  2. Si guadagna da vivere facendo il muratore nella sua Bergamo, dove era nato. Vive in quella città, dove ripone anche la sua fede calcistica, essendo grande tifoso dell’Atalanta, la squadra locale.
    Stamani però non gira come deve: a cominciare dalla ruota bucata che lo costringe a fermare la sua auto di quinta mano sul bordo della strada. Maledizione! Si dice, Anche oggi arrivo in ritardo… altro cazziatone dal capo mastro! Prende il telefono cellulare, chiama l’amico gommista, Aspettami sarò lì entro un quarto d’ora…, risponde una voce. Aspettiamo, pensò, Ci metterei di più se sostituissi io la ruota!
    Seduto nell’abitacolo, in mano il suo cellulare, evita di pensare a quando si sarebbe presentato in cantiere, alle solite rimostranze. Al lavoro si sentiva un po’ come la Cenerentola del gruppo: tutti i lavori duri erano suoi, tutte le colpe anche! Fissa il telefonino. Lascia vagare lo sguardo nel salva schermo: aveva impostato l’immagine in movimento di acqua azzurra, calma, invitante. Si immagina di tuffarcisi: chissà prima o poi anche a lui sarebbe toccata una degna vacanza. Stava compiendo il suo immaginario tuffo nello schermo del cellulare, quando il clacson delll’amico gommista lo riporta alla realtà.

    Buona giornata

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  3. Il muratore si avviò con la sua macchina a vedere la partita dell’Atalanta ma la ruota si buca e non ha quella di ricambio.Passa Cenerentola e gli da un passaggio con la sua carrozza ma arriva il principe che la porta via.Al muratore non resta altro che tuffarsi nel suo cellulare per vedere la partita in streaming

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  4. Carletto ha un sogno, un sogno impossibile. Mi direte: chi non sogna cose difficili da realizzare? Portate pazienza e seguitemi.
    Oggi è stata una giornata storta. Stava facendo la gara intorno all’isolato, quando pfiu! e la ruota s’è afflosciata. Un chiodo, un pezzo di vetro, qualcosa ha bucato il tubolare. Addio gara e fermata dal biciclaro per metterci una pezza.
    Rientra a casa e trova quella smorfiosa di Sofia con sua madre. Non le sopporta.
    «Carletto» fa la madre con un sorriso odioso, «guarda Cenerentola sul tuo TV con Sofi».
    L’avrebbe strozzata ma non può e seduto si sciroppa quel cartone melenso. Non è finita, perché dalla finestra vede Giuseppe, ignora il vero nome, che urla di gioia: «Ha vinto l’Atalanta!» Però lui è un muratore senegalese. Come abbia fatto innamorarsi di questa squadra è del tutto sconosciuto.
    Fatti i compiti, visto un po’ di televisione, si addormenta e sogna. Si trova in un posto meraviglioso, come quello di Alice con qualche piccola differenza. È un mondo di tecnologia. La console dei giochi, il tablet parlante, i google glass. Insomma un paradiso della tecnica ma quello che l’attira è Iphone X, che lo riconosce e lo invita a tuffarsi.

    Mi piace

  5. Yeah, allora posto il mio esercizio, grazie.

    “Cristo Santo” mi dico facendo avanti e indietro sullo squallido pavimento delle Poste in attesa che venga chiamato il mio numero.
    Ci saranno sì e no cinquanta persone e solo due sportelli aperti. Un classico.
    Da dietro uno sportello fisso in cagnesco una mummia truccata da far vergogna a Platinette che fa finta di inserire dati su excel e chi mi vedo entrare?
    La Signora Caricatelli con l’ingellatissimo marito alle calcagna.
    “Cristo Santissimo” Mi ripeto. “Ci voleva solo Crudelia Demon”
    Canticchio fra me e me la famosa canzone ‘Crudelia Demon…Farebbe spavento perfino a un Leon…’ mentre la vedo arravanarsi con il pannello dei biglietti. Indossa improbabili trampoli bianco laccato, un vestito grigio topo a manica lunga così aderente da far vedere i capezzoli e un boa viola che non vedevo dall’82’. Al primo movimento parte una banda di suoni metallici dall’amasso di bigiotteria che porta.
    La mia attenzione cade improvvisamente sugli inutili opuscoli – chi mai ne ha letto uno, d’altronde? – sparsi sul tavolo-sgabello delle poste.

    STUFA DI SENTIRTI CENERENTOLA? Crea un conto da noi, e ti trasformeremo in una Regina!

    Una ragazza con i capelli biondi e un sorriso ebete stampato sulla faccia mi fa il pollicione dal foglietto plasticoso.
    – Elisa! –
    Mi fisso sullo smalto rosa della tipa nella immagine.
    – Elisa, Elisa cara da quando tempo! –
    – Oh… Buongiorno Signora Caricatelli, non l’avevo mica vista entrare! –
    – Cara dammi del tu, sennò mi fai sentire vecchia. – Ride di gusto e mostra disgustose macchie del rossetto viola porpora sugli incisivi gialli. A stento trattengo dal riderle in faccia.
    – E tu non ti presenti? Sei sempre il solito animale. – Dà un buffetto dietro la testa del marito che diventa di un bel rossa vergogna.
    – Buongiorno Signora Rapelli – Rispondo con un sorriso comprensivo.
    – Teeesoro ma come sei bella, come porti bene gli anni! Siamo a cinquantatre, giusto? –
    ‘Vaffanculo.’
    – Sarebbero quarantotto quest’anno veramente –
    – Scusami tanto cara… Devono essere i capelli ad avermi tratto in inganno. –
    – I capelli? –
    – Hai dei capelli stupendi, lucenti tesoro. Sono solo quei pochi capelli bianchi che ti fanno sembrare più vecchia, ma pochi pochi, davvero. –
    E due.
    Non posso credere che lo abbia detto. Faccio pressione sul tavolo per accertarmi della compattezza e glielo sto per lanciare quando il telefono squilla e rispondo senza neanche vedere il numero.
    – Mamma, Jacopo mi ha rubato il telefono e lo ha lanciato in piscina. Quando vieni a casa? –
    – Arrivo subito tesoro. –
    Saluto al volo la Signora Caricatelli, il povero cristo dietro di lei e abbandono la stanza fischiettando il motivetto di prima.
    Prima di tornare a casa, faccio un salto al bar e compro le patatine per i miei due bambini.
    In sottofondo la radio fa partire una canzone di Jovanotti.
    ‘…
    io trasformo in mito
    anche una gomma bucata
    voi dareste un occhio
    per una battuta
    (…)
    forse è proprio questo
    il bello della vita
    poter dire un giorno
    è stata una fatica
    ma,
    ma vi voglio un bene dell’anima
    …’
    Pago e penso alla mia bambina piagnucolante, al mio bambino che trasforma un cellulare in barchetta, a mio marito disperato con le mani sulla testa, all’amore che provo per loro. Sorrido.
    Tutto il significato della mia vita in quella canzonetta.

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