Miniesercizio – 56


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Questo tipo di esercizio ha l’ambizione di sviluppare la fantasia dello scrittore attraverso un approccio visivo di tipo statico, appunto una fotografia.
L’aspetto di osservazione è fondamentale in quanto bisogna essere in grado di raccontare ciò che si vede a qualcuno che appunto non vede quel che guardate voi. E non è semplice farlo in modo originale e credibile.
Inoltre con i tre parametri definiti ogni volta diversi proponiamo una “confusione” mentale che può far scaturire una storia che non immaginavate neanche di poter pensare.
Per concludere il limite di parole, che vi obbliga a non dilungarvi in concetti relativamente inutili o ripetitivi e a concentrarvi su un buon contenuto.
Buon divertimento!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Il nipote di un uomo di potere
– Una canna da pesca
– Salmone senza gusto
– La foto seguente
salami-2645403_1920
Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!

Invitate i vostri contatti su scriverecreativo.net!

Facciamo come le compagnie telefoniche! Se un vostro amico si iscrive pubblichiamo un vostro svolgimento! 😉

Annunci

4 pensieri su “Miniesercizio – 56

  1. Suo nonno era stato sindaco del paese. E ancora esercitava una forte influenza. E incuteva timore.
    Lui ne approfittava per fare azioni non sempre legali. Ad esempio pescare lungo il fiume dove era vietato, nella stagione di riproduzione dei salmoni.
    Con la sua canna da pesca e il berrettino nero verde della squadra di calcio di cui il padre era presidente onorario andò a pescare.
    Lanciò la lenza e prese un bel salmone.
    Lo cucinò subito. Però non sapeva cucinare per cui gli risultò senza sapore.
    Nel frattempo attratto dal fumo della brace arrivò un guardapesca.
    Pur essendo in torto il ragazzo lo chiamò e gli chiese se avesse del cibo.
    Lui timoroso del nonno del ragazzo tirò fuori dalla sua sacca un bel salame campagnolo, del pane di casa e una bottiglia di vino invecchiato. Ancora impolverata.
    E anziché fare il dovere che il suo ruolo gli imponeva, servì al ragazzo un panino riccamente imbottito.

    Liked by 1 persona

  2. La loro situazione era diventata intollerabile: quel moccioso viziato, nipote di un uomo di potere, lo avevano rapito per soldi: si sarebbe concluso tutto nel giro di qualche giorno. Invece ora erano lì con una canna da pesca nelle mani, alla ricerca di salmoni, perché il “signorino” si cibava solo di quelli!
    Oltretutto il salmone di quel lago era senza gusto.! Meglio pane, salame e del buon vino, il loro cibo abituale del resto, no? Invece le trattative si erano messe male: i tempi si allungavano, i soldi non c’erano, le settimane passavano nell’ansia. Soprattutto si erano accorti che da rapitori loro era diventati rapiti. Rapiti dal quel piccolo tiranno che li comandava a bacchetta!
    Guai a non ubbidirgli: eccoli lì, i briganti da strapazzo, dediti alla pesca del salmone scadente pur di far star zitto quella piccola peste!

    Liked by 1 persona

  3. Non è mica facile pescare un salmone! Non è per niente facile pescare in generale, ma il salmone meno ancora. I salmoni sono molto grossi e si muovono in continuazione.
    Io però, modestamente, ne pescai uno, tempo fa, così grosso da destare l’invidia di tutti gli altri pescatori.
    Lo portai a casa orgoglioso, invitai amici e parenti e chiesi a mia moglie di cucinarlo subito.
    «Non so cucinarlo» mormorò sconsolata lei che era notoriamente una frana in cucina.
    «Ci penso io» disse mio genero. Io glielo affidai senza esitare. Lui è il nipote del più famoso chef della città: stella sulla guida Michelin, Cucchiaio d’Oro ecc. ecc.
    «Buon sangue non mentirà» pensai io.
    Pensai male, dopo pochi bocconi, infatti, guardai gli invitati intorno a me. Deglutivano piccoli pezzi del mio salmone con sorrisi spenti e occhi malinconici.
    «Hanno ragione, questo pesce è assolutamente insapore» detto fatto balzai in piedi, mi precipitai verso la mia cantina, presi una bottiglia di vino rosso invecchiato ben bene e un salame dal profumo travolgente. Arrivai alla tavola e la imbandii con quel ben di Dio.
    Che gioia vedere gli occhi dei commensali risvegliarsi e il loro sorriso riaccendersi.

    Liked by 1 persona

Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...