#Micronarralo – 252


Anche oggi vi proponiamo il tema per il #Micronarralo! Speriamo vi piaccia!

#MICRONARRALO:

Scrivi un microracconto (su twitter o qui nei commenti), di massimo 140 caratteri, che tratti del tema di oggi e inserisci: #Micronarralo nel tuo tweet! Aggiungi #scritturebrevi  ovviamente! Puoi mettere i tag #Micronarralo e #scritturebrevi in un tweet a parte collegandolo.

Tema del #Micronarralo di oggi:

L’ALBERO STRAPPATO

Importante: creare una storia, non un aforisma.

Se non ti bastano i caratteri e vuoi creare qualcosa di più lungo non limitarti! Gioca lo stesso! Pubblica la tua storia nei commenti o sui tuoi canali e inserisci il link al nostro esercizio!

 

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Un pensiero su “#Micronarralo – 252

  1. Quell’estate decidemmo di spostare l’acero del nostro giardino al centro del prato. Bisognava distanziarlo dall’altro e fargli recuperare la sua giusta posizione centrale.
Poco dopo lo strappo, ci accorgemmo che il poverino aveva subito reagito raggrinzendo le sue foglie. Esse avevano perso il loro vivido e magnifico colore rubino velandosi di un triste ed inquietante giallognolo. Pareva come se una mossa di dolore avesse pervaso tutto l’arbusto.
L’inesorabile decadimento arboreo esprimeva senza pietà il tempismo infelice con cui era avvenuto lo strappo dell’albero.
Sembrava che la vita lo avesse abbandonato per sempre.
Ma noi no. Continue, pazienti, tenaci cure fatte di carezze di mani e di sguardi.
Quel giovane arbusto strappato a se stesso mi riportava a me, ad un pezzo della mia vita passata, quando nel pieno della burrascosa adolescenza, a questo turbinio, si era aggiunto il cadenzato trasferimento di città in città, per cui col tempo avevo preso l’abitudine di tenere sempre il cuore in valigia.
Una mattina mi affacciai in giardino e lo guardai, il nostro acero. Da lontano mi sembrava avesse già qualcosa di diverso. Mi accorsi che proprio in cima alla chioma, ormai impagliata e priva di vita, svettavano una decina di allegre foglioline rosso rubino che il vento faceva ondeggiare qua e là come un trofeo di gioiosa rinascita.
Il giovane arbusto che sembrava ormai cenere aveva tanta vita dentro!
Sorridendo sorseggiai un po’ di gioia pensando alla semplicità autentica di una poesia colta in un veloce ritaglio di libreria:
”La campana del tempio tace,
ma il suono continua
ad uscire dai fiori”.

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