Miniesercizio – 62


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Questo tipo di esercizio ha l’ambizione di sviluppare la fantasia dello scrittore attraverso un approccio visivo di tipo statico, appunto una fotografia.
L’aspetto di osservazione è fondamentale in quanto bisogna essere in grado di raccontare ciò che si vede a qualcuno che appunto non vede quel che guardate voi. E non è semplice farlo in modo originale e credibile.
Inoltre con i tre parametri definiti ogni volta diversi proponiamo una “confusione” mentale che può far scaturire una storia che non immaginavate neanche di poter pensare.
Per concludere il limite di parole, che vi obbliga a non dilungarvi in concetti relativamente inutili o ripetitivi e a concentrarvi su un buon contenuto.
Buon divertimento!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Un cuoco italiano
– Un portacenere antico
– Il presidente degli Stati Uniti d’America
– La foto seguente
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Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!

Invitate i vostri contatti su scriverecreativo.net!

Facciamo come le compagnie telefoniche! Se un vostro amico si iscrive pubblichiamo un vostro svolgimento! 😉

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12 pensieri su “Miniesercizio – 62

  1. Finalmente era riuscito a realizzare il bar dei suoi sogni.
    In un bungalow sulla spiaggia.
    E là il cuoco italiano sfornava pizze finalmente degne di tal nome.
    Rimase di stucco quando all’unico tavolo del locale vide seduto Donald Trump con il ciuffo color paglia in testa e la bella moglie di fronte a sé.
    Subito corse dagli augusti commensali portando loro una scatola di sigari cubani di prima scelta, un portacenere di pietra pomice che risaliva al periodo di Cristoforo Colombo, a forma di ostrica con tanto di mollusco intarsiato e perla incastonata e due belle pizze margherita appena sfornate.
    Il presidente prese un sigaro, lo accese, tirò una poderosa boccata e buttata la cenere sopra la pizza rivolse la sua attenzione al mollusco di pietra incastonato nel portacenere.
    E senza usare le posate.

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  2. Chi l’avrebbe mai detto che il presidente degli Stati Uniti d’America una volta in pensione avrebbe aperto un bar? e non un bar qualunque, ma il Butterfly Bar.
    Ma soprattutto chi mai l’avrebbe detto che avrebbe assunto un cuoco Italiano più unico che raro, anch’egli un ex presidente.
    Entrambi collezionisti di portaceneri antichi.
    E chi l’avrebbe mai detto che il Butterfly Bar sarebbe diventato il locale più frequentato dai Narcos.

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  3. Tutte le volte che riguardavo quella fotografia del primo locale nel quale esercitai la mia professione di cuoco, mi si riempiono gli occhi di lacrime: quel stabile in legno il “Butterfky PizzaHut”faceva bella mostra di sé nella stupenda spiaggia di Vieques, vicino allo storico faro dominate la baia. Io allora giovane cuoco italiano di belle speranze, ero emigrato a Portorico per sete d’avventura e finii per incontrare l’amore, incarnatosi splendida fanciulla del luogo che presto divento mia moglie. Ancora oggi non mi capacito di come possa un luogo simile al paradiso terrestre trasformarsi in un inferno in men che non si dica! Da giorni le autorità diramavano notiziari preoccupanti, invitando noi tutti a stare in guardia ed a premunirsi, perché era previsto un uragano di intensità mai registrata fino ad ora. Quando il finimondo scoppiò, mi trovavo intento a riparare tutto quel che era possibile ed a mettere al sicuro quel che era mettibile. A nulla valsero, però, gli sforzi: dell’edificio non rimase i perdi nulla. Tutto andò perso compreso un raro, antico portacenere che, si diceva, era appartenuto niente al pirata Barbanera. Attorno fu il nulla! Quando la natura si placò, attorno e a vista d’occhio vi erano solo macerie, desolazione e tristezza.
    Poco importava che di lì a qualche giorno il presidente degli Stati Uniti d’America venne in visita, visto che Portorico era il 51mo stato USA. Il nulla rimase tale!
    Ora sul lungomare di Ostia Lido sorge il mio locale, sui spicca l’insegna luminosa che recita: Pizzeria Ristorante Butterfky: the rebirth… già’ la rinascita!

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  4. Aveva avuto finalmente la sua licenza per vendere grattachecche sulla spiaggia di Malibu. Quanto tempo era passato! Alberto, romano “de Roma”, aveva gestito un piccolo chiosco proprio a Roma sotto un pino di piazza Re di Roma e le sue grattachecche (granite) erano favolose, realizzate con sciroppi di frutta artigianali. Tutti i giorni si recava al lavoro passando davanti alla metro e lì aveva conosciuto Jenny esattamente all’uscita della metropolitana vicino al chiosco; le aveva raccolto da terra un posacenere souvenir, strano, di pietra pomice, che le era caduto accidentalmente. Poi, galantemente, le aveva offerto una granita e Jenny se ne era innamorata, della granita e… di lui. Così dopo settimane insieme l’aveva seguita in California e l’aveva sposata. Ora gestiva questo bel chiosco dove proponeva le sue favolose grattachecche ed una volta si era ritrovato davanti nientemeno che Donald Trump, the Donald! Realy! “Hey, boy” disse Donald “Gimmy your fabolous ice” ed il povero Alberto, emozionato, gli servì il gelato nel souvenir di pietra pomice che teneva come portafortuna sul bancone.

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  5. Max era partito per l’America in cerca di fortuna. Fattorino, commesso e aiutocuoco. Parola grossa ma lui ci marciava dentro quando parlava con Rosa, sua moglie. Era uno sguattero al Maxim’s. Riprendeva con una webcam la preparazione dei piatti, sperando di diventare cuoco e aprire un ristorante.
    Spedì i soldi per il viaggio a Rosa e col resto prese una casetta di legno fatiscente su una spiaggia della Florida. La rattoppò, comprò attrezzature e stoviglie, aprendo Max’s a trecento metri dall’oceano.
    Rosa col grembiulino bianco serviva ai tavoli. Max cucinava piuttosto male. Però gli affari prosperavano, perché era meglio di Bob, in grado di preparare pessimi hamburger.
    Un giorno camminava sulla spiaggia, meditando d’ingrandirsi, quando avvertì un male feroce all’alluce. Guardò. Affiorava qualcosa tra la sabbia. Un oggetto rotondo e coperto di verde con una strana piuma centrale. Non molto grande col bordo ondulato, abbastanza ammaccato. Lo raccolse per portarlo al Max’s. Un giorno arrivò un antiquario che vedendolo sbiancò.
    “Me lo vendi?” chiese, indicando quel posacenere antico.
    “No” rispose Max. “È il mio portafortuna”
    Mentre l’uomo insisteva, Rosa accolse un signore distinto facendolo accomodare al tavolo d’angolo.
    “Che bella abbronzatura, signore” fece la donna.
    “Non c’è male” rispose Obama.

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