Miniesercizio – 63


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Questo tipo di esercizio ha l’ambizione di sviluppare la fantasia dello scrittore attraverso un approccio visivo di tipo statico, appunto una fotografia.
L’aspetto di osservazione è fondamentale in quanto bisogna essere in grado di raccontare ciò che si vede a qualcuno che appunto non vede quel che guardate voi. E non è semplice farlo in modo originale e credibile.
Inoltre con i tre parametri definiti ogni volta diversi proponiamo una “confusione” mentale che può far scaturire una storia che non immaginavate neanche di poter pensare.
Per concludere il limite di parole, che vi obbliga a non dilungarvi in concetti relativamente inutili o ripetitivi e a concentrarvi su un buon contenuto.
Buon divertimento!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– La festa del secolo
– Un profeta di sventura
– Una banca
– La foto seguente
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Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!

Invitate i vostri contatti su scriverecreativo.net!

Facciamo come le compagnie telefoniche! Se un vostro amico si iscrive pubblichiamo un vostro svolgimento! 😉

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5 pensieri su “Miniesercizio – 63

  1. Dedicato al meschino presidente onorario di una squadretta di promozione e al suo direttore sportivo che, anziché preoccuparsi dell’azienda della quale sono rispettivamente amministratore unico e direttore commerciale, si preoccupano dei mutandoni dei “loro” giocatori.

    Tutto era pronto per la festa del secolo. La banca aveva finalmente concesso il prestito.
    Prestito con il quale avrebbero potuto pagare gli ingaggi dei tre giocatori spagnoli della terza serie, uno dei quali, addirittura, aveva calpestato il campo del Millennium Stadium di Cardiff come raccattapalle durante l’ultima finale di Champions.
    Ma avevano un problema. Lui. Sempre lui che dall’alto della sua esperienza raffreddava gli animi.
    Come aveva fatto quella notte del tre giugno 2017. E, allora, sonore, erano arrivate le sberle.
    Disse: “Ci sarà un errore. Il direttore non firmerà”
    E così fu.
    Profeta di sventura rovinò loro l’avventura.

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  2. Quando vide in mezzo al campo quel pallone da calcio solo, lì, inattesa di qualcuno che volesse calciarlo, che volesse divertirsi con lui, il ricordo lo riportò alla sua infanzia . A quando era un talentuoso ragazzino con tanto voglia di giocare, di divertirsi: eccome se lo sapeva far saltare il pallone! Erano ben pochi i suoi compagni che palleggiavano e gestivano la palla come lui.
    Fino a quella maledetta giornata che doveva essere la festa del secolo per tutti.
    Infatti la squadra locale aveva vinto i campionati nazionali e l’intero paese si approcciava ai festeggiamenti con sentito e vigoroso calore; specialmente loro, i ragazzi, percepivano l’evento come fosse la festa del secolo!
    Suo padre era bancario.
    Anche la banca quel giorno era chiusa e col papà in vacanza, era convinto che sarebbe stata una giornata super! Nel vederlo agitarsi così felice, il vicino di casa roso dall’invidia perché avrebbe voluto lui avere un figlio come quel fanciullo, gli si avvicinò e gli disse: Bada a come corri, mai si sa quel che succede, potresti cadere in malo modo!… nel girarsi per fare il noto gesto scaramantico in direzione di quel profeta di sventura, si sbilanciò, senza accorgersi della motocicletta che in quel momento transitava costeggiando il marciapiede. Fu un attimo l’urtarlo con violenza e farlo cadere pesantemente sull’asfalto.. fu allora che la sua carriera calcistica ebbe fine, prima ancora di cominciare. Si ruppe malamente gamba e braccio sinistro, lui che era mancino e tirava di sinistro! Il suo futuro le avrebbe riservato quel posto in banca che era stato di suo padre e che gli garantiva uno stipendio fisso ma tanta, troppa noia.
    Però ogni qualvolta vedeva una pallone in mezzo all’ erba, la malinconia di non aver potuto avere una vita diversa si impossessava di lui facendogli scendere una lacrima sul viso dall’occhio sinistro: anche nel pianto era mancino.

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  3. Al culmine dei festeggiamenti per l’unificazione mondiale delle nazioni il presidente della nuova banca che cura il tesoro del mondo organizzo un torneo di calcio a fini benefici per istituire un fondo di solidarietà e creare start up a giovani imprenditori.
    In cosiddetto “profeta” andava in giro dicendo che era tutto inutile poiché era giunta l’ora della fine del mondo.
    In effetti tale personaggio scivolò subito dopo aver sentenziato tale infausto presagio e fu il suo tempo a finire.
    Al contrario il torneo fu un gran successo di spettacolo e ogni incontro era un pienone.
    Incassarono tantissimo che ogni nazione poté aiutare ogni progetto a realizzarsi.

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  4. Per celebrare l’arrivo dell’anno tremila hanno deciso di fare una partitella nel campetto vicino. Bianchi contro neri. Chi vince paga da bere. Per ridere ed esorcizzare la paura, perché Bude, il santone, è comparso su tutti gli schermi in mondovisione per avvertirli della fine della terra.
    «Peccatori» ha esordito.
    “Cominciamo bene” pensa Pino, mentre si scola una birra speziata.
    «Peccatori, la fine del mondo è dietro l’angolo. Ormai la ruota gira. Voi non potete fermarla» ha profetizzato.
    “Menagramo di un corvaccio!” mormora Pino, aprendo una nuova lattina.
    Da qui l’idea di capovolgere il mondo. Chi perde non paga. Chi vince sì. La partitella, tipo single e accoppiati, finisce come al ‘chiappa no’.
    Dopo la doccia tutti al Bar Sport per la grande festa di fine anno e salutare quello nuovo alla faccia di Bude. Pino è impaziente di stappare la bottiglia e brindare con gli amici il passaggio nel nuovo millennio.
    «Amici, che ne dite di sfasciare i video? Sono stanco di vedere quel faccione barbuto» propone Pino.
    Proposta accolta con grandi schiamazzi e balli di gioia.
    «E il countdown come lo seguiamo» borbotta Alì.
    Pino e gli altri ridacchiano.
    «Noi ci divertiamo, mentre gli altri se la fanno addosso».

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