Miniesercizio – 65


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Questo tipo di esercizio ha l’ambizione di sviluppare la fantasia dello scrittore attraverso un approccio visivo di tipo statico, appunto una fotografia.
L’aspetto di osservazione è fondamentale in quanto bisogna essere in grado di raccontare ciò che si vede a qualcuno che appunto non vede quel che guardate voi. E non è semplice farlo in modo originale e credibile.
Inoltre con i tre parametri definiti ogni volta diversi proponiamo una “confusione” mentale che può far scaturire una storia che non immaginavate neanche di poter pensare.
Per concludere il limite di parole, che vi obbliga a non dilungarvi in concetti relativamente inutili o ripetitivi e a concentrarvi su un buon contenuto.
Buon divertimento!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Un bastone di legno
– Una valigia chiusa a chiave
– Leonardo DiCaprio
– La foto seguente
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Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!

Invitate i vostri contatti su scriverecreativo.net!

Facciamo come le compagnie telefoniche! Se un vostro amico si iscrive pubblichiamo un vostro svolgimento! 😉

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6 pensieri su “Miniesercizio – 65

  1. Non era aitante come Leonardo DiCaprio ma seduto sul sellino cigolante della vecchia bicicletta si sentiva proprio figo.
    Era partito quattro mesi fa per un giro in bicicletta. Ogni giorno uma tappa. Ogni giorno una nuova avventura.
    Con sé aveva portato della biancheria di ricambio in una valigia chiusa a chiave che trascinava legata alla bici con un bastone di legno. Bastone che utilizzava per camminare durante le soste.
    Dopo due settimane aveva perso la chiave per aprire la valigia.
    Quindi erano ormai quasi tre mesi che non poteva prendere un paio di mutande per cambiare quelle che aveva quel giorno.
    Forse per questo motivo quando si avvicinava tutti scappavano.
    Ma lui imperterrito e puzzolente continuava a pedalare sulla bicicletta con il sellino cigolante.

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  2. Non ce la faccio a scrivere il racconto stasera, ragazzi. Non ce la faccio proprio! sono troppo indaffarato.
    La valigia per domani è pronta e chiusa a chiave (chissà poi perché). Domattina parto presto. Una gita per l’intero weekend a bordo della mia adorata bicicletta dalla sella in cuoio vintage, dalle molle ancora perfette: mitica. Unico accessorio, oltre alla valigia che porrò sul portapacchi posteriore, sarà un bastone di legno intarsiato, anch’esso vintage: lo usavo fin da adolescente, quando con gli scout si facevano escursioni sulle Alpi Orobiche! devo coricarmi, proprio non ce la faccio a scrivere. altrimenti domattina non sarò fresco ed energico come deve essere, visti i chilometri che mi aspettano pedalando. Passo dal salotto dove la mia compagna sta guardando un film con Leonardo di Caprio. Non deve essere male, dopotutto. No, no: ora vado a letto. Buonanotte.

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  3. Andrea amava il vintage, quindi non poteva mancargli una bicicletta stile Olanda. Sella in cuoio e molloni d’acciaio che avrebbero retto un colosso di centoventi chili. La usava di rado, solo quando voleva fare il figo. Pesava una tonnellata e spingere sui pedali era una fatica bestiale.
    Sabato decise di fare in bici un giro nella piazza durante lo struscio. Vanitoso com’era voleva mostrarsi alle ragazze che stavano a crocchi in ogni angolo.
    Capelli impomatato con un chilo di gel, tirati all’indietro come negli anni trenta, due baffetti appena spuntati. Un doppiopetto gessato e le scarpe bicolori.
    Sbuffando e imprecando pedalava con forza verso la piazza, quando Alberto lo apostrofò: «Toh! Arriva il Leonardo della bassa!» tra le risa sguaiate della compagnia.
    Andrea scartò bruscamente tanto che per poco non ruzzolò per terra. Cambiata direzione puntò verso casa. Nel baule in soffitta c’era un bastone nodoso e robusto, adatto per usarlo su Alberto.
    Abbandonata la bicicletta nel prato di casa, fece a due a due gli scalini per salire nel sottotetto.
    Il baule era chiuso ma la chiave mancava. Guardò, armeggiò, imprecò: rimaneva chiuso. Si osservò nello specchio: era coperto di ragnatele. Una risata gli tolse la voglia di vendetta.

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