Miniesercizio – 67


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Questo tipo di esercizio ha l’ambizione di sviluppare la fantasia dello scrittore attraverso un approccio visivo di tipo statico, appunto una fotografia.
L’aspetto di osservazione è fondamentale in quanto bisogna essere in grado di raccontare ciò che si vede a qualcuno che appunto non vede quel che guardate voi. E non è semplice farlo in modo originale e credibile.
Inoltre con i tre parametri definiti ogni volta diversi proponiamo una “confusione” mentale che può far scaturire una storia che non immaginavate neanche di poter pensare.
Per concludere il limite di parole, che vi obbliga a non dilungarvi in concetti relativamente inutili o ripetitivi e a concentrarvi su un buon contenuto.
Buon divertimento!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Un lecca-lecca
– Il portiere della nazionale di calcio a cinque
– Un gioco di ruolo
– La foto seguente
garden-shed-192058_1920
Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!

Invitate i vostri contatti su scriverecreativo.net!

Facciamo come le compagnie telefoniche! Se un vostro amico si iscrive pubblichiamo un vostro svolgimento! 😉

Annunci

3 pensieri su “Miniesercizio – 67

  1. Il portiere della nazionale di calcio a cinque aveva chiuso la porta del suo chalet di montagna con un antico chiavistello.
    Adesso, però, si sentiva stanco e confuso.
    Era appena tornato dopo una notte della quale si ricordava solo l’inizio, quando aveva iniziato a giocare in un gioco di ruolo nel quale prendeva le sembianze di una giovane provocante che, indossando una minigonna che non lasciava nulla all’immaginazione, attirava i clienti per strada, guardandoli, ammiccante, mentre leccava languidamente un lecca-lecca a forma di fragolone di bosco.
    Era già al quarto tentativo di aprire il lucchetto con l’oggetto che aveva in mano. Rosso e a forma di fragolone di bosco. Mordicchiato.

    Liked by 1 persona

  2. Il loro passatempo preferito era inventarsi momenti, cose, giochi nel quale ciascuno aveva un ruolo e lo doveva svolgere nel migliore dei modi.
    Oggi s’erano inventati una finale a calcetto, sai: quello che si gioca con cinque giocatori per squadra e a Ivo avevano dato il ruolo di portiere. Ivo, l’estremo difensore della loro nazionale; Ivo, che con i suoi problemi di ebefrenismo, lo avevano messo in porta, perché lì non si correva e lui si muoveva con lentezza, tanto che era soprannominato Ivo il tardivo. Lì bastava che facesse finta di seguire il volo del pallone e la sua direzione… poi magari alla fine di quel gioco di ruolo gli avrebbero regalato un lecca-lecca e a lui sarebbe bastato.
    Quando arrivarono al campetto, il ripostiglio dove si custodivano attrezzi e palle era chiuso dall’esterno con un chiavistello e tanto di lucchetto. Ragazzi chi ha la chiave? Nessuno l’aveva… stupidi che erano: eppure all’entrata la chiave del lucchetto mancava… Ragazzi chi ha la chiave?…
    Quella sera non giocarono. Nessuno ricoprì il ruolo assegnato, nessuno fece goal, e nessuno parò palloni!
    Il gruppo si sciolse. Ciascun a casa loro anche Ivo che nella tasca destra aveva la chiave del lucchetto e che non lo disse, perché a lui un lecca-lecca non bastava più.

    Liked by 1 persona

  3. Jacopo arrivò al campo in anticipo. Teneva in bocca un chupa chups. Parcheggiata la macchina, prese la sacca dal sedile posteriore. Il lecca lecca gli gonfiava la guancia, mentre la passava da un lato all’altro.
    «Porca miseria» esclamò davanti agli spogliatoi, chiusi con un bel lucchetto.
    Lo toccò perché era di discreta fattura ma senza la chiave non poteva entrare.
    «Pazienza» borbottò, sedendosi sulla panca di fianco alla costruzione.
    Prese il tablet per mettersi a giocare. Doveva far passare mezz’ora prima che l’allenatore della squadra arrivasse con la chiave.
    Jacopo era il portiere titolare di Schiappe, squadra di calcetto a cinque. Per la sua abilità era finito nel giro della nazionale.
    Acceso il tablet si fiondò sui giochi. Fece scorrere le varie schermate. Selezionò ‘Giochi di ruolo’ e tra questi scelse Warlock, il suo preferito. Lui era un mago che sfidava il profondo dark per salvare Blood Elf, imprigionata dal mago antagonista Dwarf. Era arrivato al settimo livello ma il dodicesimo era ancora lontano. Imboscate, battaglie contro mostri e robot in rutilanti scene improvvise e feroci.
    «Sveglia, Jacopo» disse Carlo. «Mettiti in tenuta da gioco. Tra cinque minuti si comincia».
    “Uffa” pensò Jacopo, chiudendo il tablet. “Ero al nono livello”.

    Liked by 1 persona

Commento:

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...