Miniesercizio – 68


Anche oggi vi proponiamo il Miniesercizio!
Questo tipo di esercizio ha l’ambizione di sviluppare la fantasia dello scrittore attraverso un approccio visivo di tipo statico, appunto una fotografia.
L’aspetto di osservazione è fondamentale in quanto bisogna essere in grado di raccontare ciò che si vede a qualcuno che appunto non vede quel che guardate voi. E non è semplice farlo in modo originale e credibile.
Inoltre con i tre parametri definiti ogni volta diversi proponiamo una “confusione” mentale che può far scaturire una storia che non immaginavate neanche di poter pensare.
Per concludere il limite di parole, che vi obbliga a non dilungarvi in concetti relativamente inutili o ripetitivi e a concentrarvi su un buon contenuto.
Buon divertimento!
Inventate una storia tra le 10 e le 200 parole avendo a disposizione:
– Un tweet che non doveva essere “tweettato”
– Un salmone affumicato
– Una donna in crisi di panico
– La foto seguente
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Scrivete la vostra storia qui sotto nei commenti! Buon divertimento!

Invitate i vostri contatti su scriverecreativo.net!

Facciamo come le compagnie telefoniche! Se un vostro amico si iscrive pubblichiamo un vostro svolgimento! 😉

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3 pensieri su “Miniesercizio – 68

  1. Collegato al mio #micronarralo di oggi.

    Era in preda al panico la giovane avvocato alla sua prima causa da professionista autonoma.
    Aveva mangiato del salmone affumicato che le galleggiava ancora nello stomaco.
    E pensava al tweet che aveva scritto senza l’indicazione obbligatoria dell’# #micronarralo.
    L’avrebbero rimproverata?
    Il salmone continuava a galleggiarle nello stomaco. A stento riuscì ad arrivare in tempo al tribunale.
    “Andrò in bagno e vomiterò” pensava.
    Ma trovò la grande porta monumentale chiusa.
    Quel giorno si entrava dal retro.
    Il panico aumentò e perse causa e cliente.

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  2. Doina era in panico totale! Lei che fino ad allora aveva vissuto nelle valli transilvane della Romania, non si raccapezzava sul senso da dare alla segnaletica orizzontale della strada su cui si era trovata! Cosa significavano tutte quelle strisce bianche che si intersecavano ingrandendosi e poi rimpicciolivano, dividendosi per poi intrecciarsi nuovamente…in fondo lei lei voleva solo andare in quella pescheria dove gli avevano detto avrebbe trovato il migliore salmone affumicato del zona.
    C’era andata perché voleva fare bella figura, con quel dottore o sedicente tale che si era offerto di aiutarla nel trovarle un lavoro ben pagato e, soprattutto, dignitoso e sicuro e lei lo aveva invitato a cena. Lui le aveva manifestato la sua passione per il salmone affumicato inviandole un tweet nel quale le suggeriva p, anche, dove trovare il migliore della città. Pensò disperata che quel tweet proprio non doveva essere tweettato.
    Lei ora non si troverebbe lì a bordo della sua sgangherata utilitaria di quinta mano, bloccata dalla polizia stradale ed in attesa della multa per essersi messa in una corsia riservata a non si sa chi! Proprio un bel affare il suo! Oltre alla spesa che chissà se riesce a fare anche l’esborso della multa che, dal ghigno dei due poliziotti, deve essere cara e salata!

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  3. “Ragazzi, per favore, non andate a dire in giro che non ho votato la porcata”.
    Il tweet era in bilico tra la punta del mouse e il tasto DEL. Matteo chiuse gli occhi cercando di valutare cosa fare, quando un urlo lo fece sobbalzare e il dito premette il tasto di sinistra.
    «Porca vacca!» imprecò, accompagnando il tutto con una bestemmia. Il tweet era davanti a lui, beffardo e impettito. Tutto colpa di Agnese e delle sue crisi di panico. Non voleva farsi curare e così quando meno te l’aspettavi emetteva delle urla spaventose. Roba da infarto. Il tweet era partito e non poteva più fermarlo.
    Aprì in un nuova scheda il sito on line del suo media preferito. Sgranò gli occhi per la sorpresa. Un’immagine in bianco e nero campeggiava sullo schermo.
    Matteo pensò che fossero i binari del tram ma poi si ricredette. “Se lo fossero, il tram deraglierebbe di certo” sì disse osservando meglio la figura. “No. Non poteva. Ma allora cosa sono?”
    «Caro» annunciò alle sue spalle Agnese, reggendo il vassoio. «Ti ho portato le tartine al salmone e un bicchiere di vino».
    Matteo la guardò in cagnesco ma virò verso un sorriso e la baciò.

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